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Tifosa Juventus scrive una lettera a De Laurentiis: "Le sue parole sono sbagliate"

Una tifosa della Juventus, Anamaria, ha scritto una lettera indirizzata al presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis.


Francesco MannoFrancesco MannoGiornalista

29/01/2026 22:19 - Interviste
Tifosa Juventus scrive una lettera a De Laurentiis: Le sue parole sono sbagliate
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Tra i tifosi del Napoli e quelli della Juventus c'è una rivalità radicata ormai nel tempo, ma che nell'epoca De Laurentiis si è forse anche accentuata perché spesso le due compagini hanno spesso lottato per il raggiungimento degli stessi obiettivi (si pensi alle sfide in campionato e nelle varie coppe).


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Una tifosa della Juventus scrive a De Laurentiis

Una tifosa della Juventus, Annamaria, ha scritto sui social una lettera indirizzata ad Aurelio De Laurentiis. Di seguito il testo: "Caro De Laurentiis, mi chiamo Annamaria sono di Napoli e tifo Juventus. Ho appena letto che lei in un’intervista di qualche tempo fa, disse testualmente: “la Juventus raggruppa tutti i tifosi insoddisfatti del sud”. Le scrivo non perché mi senta offesa ma perché le sue parole sono sciocche e pretestuose. Lei usa il giochino dei tifosi della Juve del sud per ingraziarsi i tifosi che da sempre odiano la Juve e per osmosi odiano anche noi tifosi". 


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La storia di Annamaria, sostenitrice dei bianconeri

"Ho 60 anni ed ho iniziato a tifare Juventus intorno ai 10 anni quando a vincere erano Cagliari, Lazio, Torino. Ho avuto la fortuna di avere un papà che oltre la sua squadra del cuore, il Napoli, amava moltissimo anche il calcio, insomma era un vero sportivo e sapeva riconoscere la forza degli avversari. A quei tempi, mi raccontava le gesta dei campioni della Juventus Charles, Boniperti e Sivori. Una volta mi raccontò di averli visti da vicino allo stadio Collana perché era raccattapalle e mi disse che rimase folgorato dalla loro forza. I suoi racconti mi incuriosirono e fu così iniziai ad amare quei colori. Ho cassetti della memoria in cui ricordo Vycpálek Anastasi, Salvadore Altafini, Longobucco Spinosi, Damiani, ricordo la Lazio di Chinaglia che vinse nel 73/74 e ricordo persino lo scudetto del Cagliari di Gigi Riva del 1970, così come mi ricordo il Torino di Gigi Radice  con i gemelli del gol Graziani e Pulici del 1975-76, quell’anno lo scudetto lo vinse con 43 punti, la Juve arrivò seconda. Ecco, mio papà, lui si che aveva valori sportivi, mi ha semplicemente trasmesso una passione senza costrizione di tifare la squadra della città in cui sei nata". 

"A me il Napoli non trasmette nulla"

"Le posso assicurare che non sono mai stata insoddisfatta della mia vita tutt’altro. Ho avuto tanta fortuna, tifo per una squadra che mi ha dato tante soddisfazioni ma anche insegnamenti di vita come, ad esempio, quello di non mollare mai, ho un marito meraviglioso e che tifa Napoli, un figlio laureato in giurisprudenza, ho viaggiato tanto, godo di una vita agiata e vivo con un panorama bellissimo sul golfo di Napoli città che amo tantissimo e questo a prescindere dal Napoli. Quello che dice lei è inesatto e oltremodo irrispettoso. Non sempre si tifa la squadra più forte ma quella che ti tramette di più e a me il Napoli non mi ha mai trasmesso passione al contrario della città che rispetto e difendo con tutto me stessa, di sicuro più di tanti concittadini che amano il Napoli ma non rispettano la città se non quando la associano al Napoli. Ecco, la differenza è tutta qui. L’amore per una squadra dipende da chi ti tramette l’amore per lo sport e non l’odio, che sa accettare le sconfitte senza per forza instillare dubbi. Mi auguro che la sua comunicazione cambi per il bene dello sport e del calcio e mi auguro che un giorno o l’altro faccia ammenda perché non sempre può avere ragione lei, mi creda. Saluti", ha concluso la tifosa bianconera Annamaria.


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Francesco MannoFrancesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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