Thuram: "Razzismo? I calciatori italiani dovrebbero essere i primi ad inginocchiarsi"
Le parole dell'ex difensore: "I calciatori bianchi devono chiedersi cosa possono fare per cambiare la situazione, perché loro hanno un potere incredibile".
“Nel calcio italiano c'è ancora razzismo”. E' il pensiero di Lillian Thuram, ex calciatore di Juventus e Parma, intervistato da Propaganda Live su La7. Queste le sue parole: “Calciatori che non voleva inginocchiarsi a Euro 2020? Ti dà l’immagine che ci sono dei giocatori che non capiscono la problematica del razzismo. In più, c’è una cosa molto interessante: tanti dicono di non mischiare calcio e politica. Però bisogna ripetere al giocatore che il fatto di non mettersi in ginocchio è un atto politico. Vuol dire che non ti frega nulla della battaglia contro l’ingiustizia: bisogna educare i calciatori".
Poi ha aggiunto: "A me ad esempio piace molto Henderson, il capitano del Liverpool, ovvero un bianco che dice che bisogna inginocchiarsi per far riflettere la gente. In Italia e in Francia manca il coraggio di denunciare queste cose, i calciatori hanno paura e non capiscono cosa sia il razzismo. Pensano di essere neutrali, ma non puoi esserlo: vuol dire che non fai niente per cambiare le cose. Io penso che se ci sono dei giocatori che si debbano mettere in ginocchio siano gli italiani: in Italia spesso ci sono problematiche legate al razzismo. Io sono arrivato nel 1996 e siamo al 2021, ma c’è ancora il problema del razzismo. Basta ipocrisie, i calciatori bianchi devono chiedersi cosa possono fare per cambiare la situazione, perché loro hanno un potere incredibile”.
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