Tarallo: "Neres simile a Lavezzi, gesto tecnico incredibile. A Milano episodio vergognoso"
Il giorno dopo Roma-Napoli è il momento dei commenti. Nel corso di 1 Football club le dichiarazioni di Carlo Tarallo, giornalista de La Verità.

Il Napoli torna da Roma con una vittoria pesantissima. Tre punti che consentono di tornare in vetta alla classifica seppure in condominio con il Milan di Allegri, abile a battere la Lazio con un gol di Leao. Ai microfoni di 1 Station Raio è intervenuto il giornalista Carlo Tarallo per analizzare il momento degli azzurri campioni d'Italia.
Queste le sue parole: "Se Neres dà vibrazioni in stile Lavezzi? Sì, il brasiliano mi ricorda molto il Pocho. Deve ancora uscire del tutto, ci mancherebbe, però non voglio anticipare cose enormi… Nel senso che è un calciatore che, se non lo costringi a stare sul binario, dà il meglio. Non gli devi dire: ‘Vai su e giù sulla stessa corsia’. Lascialo accentrarsi, sbagliare. La tecnica è quella. Guardate il gol di ieri: sembra facile, ma non lo è, gesto tecnico incredibile. Il portiere lo sfiora, lui lo supera di due centimetri e fa quel tocchettino chirurgico in corsa. Veramente molto, molto bene".
Poi una disamina tecnico-tattica: "Se mi chiedi cosa preferisco, io voglio vedere Neres, voglio vedere Noa Lang, voglio vedere chi salta l’uomo, e voglio vedere alternanza sulle fasce, come fanno tutte le grandi squadre. Si gioca ogni tre giorni: alterni, uno fa la Coppa, uno il campionato, o anche nella stessa partita cambi. Ci siamo lamentati per un anno e mezzo che Politano non avesse sostituto. Ora ce ne sono due. Va benissimo così".
Su Milan-Lazio: "Il Milan non mi fa paura. Perché secondo me di giocatori davvero da scudetto ne ha due: Pulisic e Leão. Però quello che è successo è stato vergognoso. Non puoi mandare un arbitro così giovane e inesperto a una partita che si sapeva sarebbe stata combattuta. Allegri è un fiume in piena, e infatti si è preso l’espulsione pur di orientare la scelta. Ma quell’arbitro, su quel tipo di tocco, non può chiamare nulla. Però, una volta che ci vai, è rigore: al monitor non puoi più non darlo. È vero che sono venti centimetri… ma quel pallone va verso la porta. E ci hanno messo sette minuti per trovare una giustificazione. Dovrebbe uscire l’audio del VAR. Lo metteranno? Di solito sì. Lo pubblicheranno a puntate, visto che ci avranno fatto una chiacchierata di un quarto d’ora. È stato vergognoso. Non tanto per il rigore in sé – che, su venti centimetri, può anche non starci – ma per il casino che hanno combinato. Vergognoso. Quando c’è troppa confusione, è normale che si pensi molto, molto male".
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