Tamponi Napoli, il responsabile: "Tutti negativi! No a doppi ciechi, sì a modello tedesco e playoff"

Il Professore Ordinario di Urologia dell'Università degli studi di Napoli Federico II, Vincenzo Mirone, ha parlato a Radio Marte.
Vincenzo Mirone, Professore Ordinario di Urologia dell’Università degli studi di Napoli Federico II, responsabile scientifico della consulta medica SSC Napoli e responsabile degli screening attraverso tamponi Covid-19 per lo staff ed i giocatori del SSC Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso del suo intervento ai microfoni di Marte Sport Live, trasmissione di approfondimento sui temi caldi in casa partenopea - e non solo - in onda sulle frequenze di Radio Marte. Queste le sue considerazioni affidate all'emittente campana: "Tutti negativi, fanno vita sana e si allenano con grande entusiasmo: tutto ciò dà grande tranquillità all'intero ambiente, si registra un'atmosfera molto positiva e serena a Castel Volturno".
Il professore ha poi aggiunto: "Quando ci sarà il prossimo tampone? Secondo i protocolli previsti, ne stiamo realizzando uno a settimana e ci manterremo su questo tipo di protocollo che è stato già concertato. Tutto procede secondo regola Bisogna rifarsi al modello tedesco, per quanto riguarda la quarantena, o è meglio isolare tutto il gruppo-squadra? E' un argomento di estrema delicatezza, è complesso rispondere. In Italia c'è una linea più prudenziale. Se dovessi rispondere da scienziato, dovrei fare un doppio cieco: un criterio di paragone tra isolare tutta la squadra o isolare l'individuo, ma la conclusione la avremmo tra un anno e non saremmo nemmeno sicuri dei risultati. Sarebbe complicato. Capisco l'imbarazzo del Comitato Tecnico Scientifico. Se c'è un positivo, non si fa quarantena generale, si isola il singolo soggetto e dopo qualche settimana spunta un altro positivo, diventa difficile. I giocatori del Napoli hanno rispettato molto bene l'isolamento familiare, ma ora cosa succederà? Per ogni partita vengono coinvolti trecento individui tra arbitri, magazzinieri e addetti vari: come fai i test a tutti, moltiplicato per 22 partite? Io sarei più per il modello tedesco. Giusto riprendere il 23 giugno? Tranne Lombardia e Piemonte, per fortuna contagi e decessi in Italia sembrano ridotti, sembra ci sia un rallentamento della pandemia, che va migliorando. Lo stadio aperto, però non è programmabile: sarebbe tropo ad alto rischio. Non lo farei mai nella vita. I playoff e i playout piacerebbero a tutti: quella sì che sarebbe una soluzione bella ed emozionante".







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