Stendardo: "Napoli, Inter e Juve per lo scudetto. Calcio femminile, il punto sulla riforma"

Stendardo, ex calciatore oggi avvocato, ha analizzato il momento del calcio italiano provando ad immaginare anche il futuro del calcio femminile.
Nel corso della trasmissione Goal Position, in onda su Radio Amore Campania, è intervenuto Guglielmo Stendardo, ex calciatore oggi avvocato ed esperto di diritto sportivo. Queste le sue parole ai microfoni di Luca Cirillo e Donato Martucci, conduttori del programma: "Futuro del calcio? La riforma entra in vigore dal 1 Settembre 2021. Partiamo dal fatto che questa riforma è importante dal punto di vista sociale e culturale. Poi ognuno ha i proprio interessi e questo fa parte del mondo del calcio, soprattutto quello di Serie A dove spesso l’affarismo, il business viene anteposto a tutti gli altri valori. Parliamo di una riforma epocale, dove si parla della parità di genere e quindi la riforma sullo sport femminile. Una riforma che tutti noi auspicavamo: se nel 2020 nessuna donna che gioca a calcio matura la pensione, secondo me questo è assolutamente discriminatorio".
Poi ha aggiunto: "Credo che questa riforma possa migliorare il mondo dello sport. Il Ministro Spadafora, supportato dalle forze politiche e da tutte le componenti, non solo sportive, è stato molto bravo. Gli effetti non li possiamo vedere oggi, ma li vedremo in futuro. La riforma più importante è quella che riguarda le tutele dei lavoratori sportivi e di quelli che oggi non hanno tutele adeguate, quindi mi riferisco allo sport femminile. Oggi manca in quest'ultimo un contratto di lavoro subordinato con tutte le tutele previdenziali, sanitarie e cosi via. Oggi con la modifica dell’articolo 2, dell’articolo 10, che dovrebbe avvenire prossimamente, si dovrebbe estendere il mondo del professionismo anche al mondo femminile. Quando parlo di sport femminile, parlo anche di uomini che lavorano nello sport femminile, perché anche loro oggi sono dilettanti. Esempio: Antonio Cincotta allenatore della Fiorentina Femminile lui è un dilettante a tutti gli effetti. Quindi non parliamo solo di atlete, ma anche di uomini che non hanno alcun tipo di tutela. Quindi credo che sia questo il cuore della riforma”.
Sull’entrata in vigore di ogni componente della riforma: “Io penso dal primo settembre, per quanto riguarda i lavoratori sportivi, mentre per quanto riguarda il vincolo sportivo dobbiamo aspettare il 2022. Quindi se parliamo dei lavoratori sportivi, circa 500mila che non hanno tutele, questi subito avranno il loro contributo. Ossia un esonero contributivo. Il Ministro Spadafora è stato molto chiaro dicendo che è stato approvato un fondo nella Legge di Stabilità, di 100 milioni di euro per consentire questo esonero contributivo. Per quanto riguarda invece, ulteriori entrate, non è escluso che ci possano essere altri fondi. Sicuramente ci saranno delle agevolazioni fiscali, mi riferisco al credito d’imposta. Io mi auguro che il mondo dei professionisti facciano la sua parte, perché oggi la Serie A rappresenta un mondo, ma dalla Serie C al mondo dei dilettanti è appassionata. Oggi anche chi non sa giocare a calcio deve avere il diritto di giocare a calcio”.
Infine una domanda anche sulla Serie A: "Secondo me il Napoli può giocarsela fino alla fine, se riesce a mantenere quella continuità nel rendimento e nella prestazione. La Juventus per organico resta la più forte, però l’Inter dopo l’eliminazione dalla Champions si concentrerà solo sullo scudetto, e se non dovesse vincerlo credo che il lavoro di Conte si sarà esaurito”.







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