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Spalletti: "Lascio il Napoli per troppo amore, scelta difficile. Con ADL ho lavorato bene. La verità sulla cena"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Spalletti: Lascio il Napoli per troppo amore, scelta difficile. Con ADL ho lavorato bene. La verità sulla cena

Conferenza stampa di Luciano Spalletti alla vigilia della gara Napoli-Sampdoria, valida per l'ultima giornata del campionato di Serie A 2022-2023.


Ultima conferenza stampa prepartita di Luciano Spalletti come allenatore del Napoli. Il tecnico ha rilasciato le seguenti dichiarazioni alla vigilia di Napoli-Sampdoria. "Ringrazio tutti quelli che ho incontrato in questi due anni indimenticabili. Un consiglio a chi verrà? I consigli si chiedono e non si cercano. Non saprei consigliare nulla. Tre cose che porto via? Ho parlato ai ragazzi per mesi di qualcosa che nemmeno io avevo impressione. Napoli non va immaginata, va vissuta. Sono sempre stato un po’ napoletano, avevo bisogno di diventarlo del tutto. Porterò un pattino per il mare, un cavallo che mi ricorda i miei calciatori che hanno trottato (trovatemi dove comprare il cavallo), un crocifisso per la fede".

"L'abbraccio con De Laurentiis? C’è un’aria di o me o lui e io non voglio che ci sia questa divisione. Nessuno dei due deve annullare l’altro, abbiamo lavorato benissimo tutti insieme. Il senso dell’abbraccio era quello: volevo giocare anche un po’ cancellando queste insidie che si sentono nell’aria".


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"Partita scudetto? Sono tanti i momenti, è determinante avere una mentalità forte, un gruppo di calciatori che sono amici, come hanno fatto vedere anche stamani che non si è fatto niente di interessante dal punto di vista tattico. L’importante è che ci mettano l’entusiasmo giusto. Questa è una squadra giovane, che ha una qualità incredibile. Nel calcio si dice che ci voglia un po’ di tempo per costruire un gruppo importante, noi lo abbiamo fatto in pochissimo tempo. Ha margine per costruire ancora altre cose".

"Rapporto con la squadra?  Mi hanno fatto un regalo, ci siamo abbracciati. Questa è una cosa difficile da superare, ti viene il pensiero se hai fatto bene o male a prendere questa decisione. In questi giorni, nell’immaginarmi lontano da questa squadra e da questa città, ho pensato a quanto questa scelta sia difficile. Il cuore ti dice che dovresti continuare perché lasci davvero una squadra fortissima. Ma l’amore per tutto ciò che mi circonda in questo momento, è probabilmente quello che mi ha dato la forza per accettare questa decisione che ho preso".

"La mia idea di calcio dopo essere stato qui? La verità sta sempre nel mezzo, l’obiettivo era di riuscire a far capire ai calciatori di saper interpretare anche da soli. Perché non vanno bene le marcature che facevamo all’inizio, a volte ci volevano delle mezze marcature in più. Ma quando dici sempre un po’ di questo o un po’ di quello hai sempre la difficoltà di farti capire, loro sono stati bravissimi ad interpretare le giuste vie di mezzo fra marcatore e zonista. Per fare questo ci vuole un’interpretazione importante dei calciatori, oramai esistono modi differenti di stare in campo. Riuscire a farli ragionare e questo sia quello giusto è il massimo e questi ragazzi ci sono riusciti. Al momento siamo miglior attacco e miglior difesa e abbiamo un buon margine di distanza, anche per i più bravi è difficile dire che gli altri hanno fallito tutti".

"Cena con De Laurentiis in cui sembrava tutto risolto? In quella cena con De Laurentiis abbiamo sistemato tutto in quarto d’ora. Siamo stati lucidi nel concludere quello che era il motivo del nostro incontro. Eravamo d’accordo che avrebbe comunicato lui la scelta. Non sono uno che cambia idea facilmente quando prende una decisione. Probabilmente mi faccio male da solo? Sì. Ma non lascio perché ho smesso di amare, lascio perché ho amato e ho dato tutto".

"Il mio bilancio con De Laurentiis? Quando sono arrivato, De Laurentiis ha detto che non gli interessava niente della Coppa Italia e lo abbiamo preso in parola (ride, ndr). Dovevamo tornare tra le prime quattro e rimettere a posto i conti. È stato bravo a prendersi delle responsabilità che altri presidenti non prendono. Abbiamo risistemato tante cose, facendo il lavoro di quattro anni in un biennio. Ho imparato a essere più imprenditore con lui, lui è diventato più allenatore con me".

"La formazione contro la Sampdoria? Demme e Olivera non si sono allenati, Mario Rui è rientrato da poco. Mi piacerebbe dare spazio a chi ci ha accompagnato tutto l’anno, la formazione sarà simile a quella che ha giocato più spesso".

"Che messaggio dare ai bambini tifosi del Napoli? Si ringraziano tutti i bambini che mi hanno riempito del loro futuro azzurro. Ho amici che vengono da ogni dove per la festa. E' una felicità che ha fatto bene in tutto il mondo".

"Il tatuaggio?  Io non voglio allenare nessuna squadra diversa dal Napoli. Dalla tv si vede bene la partita. Chi ama il Napoli lo fa sempre. Ci sono cicatrici che ognuno si porta dietro. Me la sono fatta sul braccio per averla sempre sotto gli occhi. Questo tatuaggio sarà la mia cicatrice a vita".

"Un ricordo su Giulia Tramontano? Lei era molto tifosa sul Napoli. Gli uomini che uccidono una donna confessano la loro vigliaccheria. Con la sua malvagità ha cancellato una storia che meritava di essere vissuta. Immaginiamo la mamma e il figlio andare al Maradona, saranno con noi allo Stadio. Chi pensa di risolvere le cose con la violenza è un perdente senza futuro", ha concluso il mister che è apparso molto emozionato.


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Alessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.
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