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Spalletti: "Serve un Napoli forte. Koulibaly? Per me resta. Gaetano delizioso. Insigne..."


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Aggiornato venerdi, 16 luglio 2021, 22:23
Pubblicato nella sezione Interviste
Spalletti: Serve un Napoli forte. Koulibaly? Per me resta. Gaetano delizioso. Insigne...

Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa da Dimaro: "La Champions può mettere a posto i conti della società. Osimhen punto di forza".


Prima lunga conferenza stampa di Luciano Spalletti a Dimaro. Il tecnico ha risposto alle domande dei giornalisti presenti, tanti gli argomenti affrontati. "Bisogna creare qualcosa che sia stimolante per i calciatori, fare in modo che si riconoscano in qualcosa. Le qualità più importanti che ci vogliono fanno parte delle qualità dei calciatori. Ci vogliono calciatori bravi a giocare nella metà campo avversaria. Con uno come Osimhen davanti le altre squadre andranno a creare densità dentro il traffico. La qualità dei calciatori è quella che fa la differenza, gli allenatori vengono di conseguenza. Le sensazioni? Sono le stesse di quando ho accettato di venire qui. Qualche volta bisogna fare qualche scelta, ma è ancora presto per tirare delle somme. Mancano molti campioni, quelli che ci sono hanno confermato le qualità che conosciamo un po' tutti. Aspettiamo un altro po' di avere tutto il gruppo a disposizione. Perché ho fatto fermare la squadra per applaudire i tifosi? E’ venuto naturale. Dobbiamo ricordare a chi ci supporta, soprattutto se vanno a spendere le sacre ferie per starti vicino e per motivarti anche lontano dal Napoli. Abbiamo bisogno del calore dei nostri tifosi, ma dobbiamo ricordarci che ce lo dobbiamo meritare. La Nazionale influenzerà il campionato italiano? Credo di sì. La Nazionale si è saputa adattarsi ad ogni momento ed ha saputo soffrire. Sono fondamentali i calciatori, ma Mancini ci ha messo del suo e gli si fanno i complimenti. In questa Nazionale c’erano dei giocatori che avevano già vinto nelle nazionali giovanili e abituarsi a vincere aiuta sempre. Cosa ne penso di Osimhen? Sarà un punto di forza, ci andremo ad appoggiare a lui, è completo, oltre alle qualità del campione, a saper far gol, ci mette anche altro nella partita, la gara è un box che va riempito, lui ce le mette tutte, soprattutto il battersi per i compagni, diventa importante per il gruppo, se comincia lui è più facile andargli dietro, poi ha anche qualche punto dove deve migliorare e si va a stimolarlo e lavorarci e per questo andiamo a proporgli come oggi alcune cose e lui non fa una piega e dà disponibilità ed esegue, meglio di così...."


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Spalletti ha poi proseguito: "Sono un allenatore aziendalista? E' corretto. Io non vado a creare problemi dove lavoro, mi confronto sui temi da portare avanti insieme, e trovare insieme le soluzioni. Non devo creare debiti assurdi per rovinare la situazione, si prova ad ottimizzare il massimo senza a buttar via niente di quello che è possibile utilizzare. Non mi crea alcun fastidio, bisogna far così, ottimizzare e non disperdere o sperperare. Le mie origini dicono questo, vengo dalla campagna, dal lavoro, non solo per uno schiaffo alla povertà ma anche per la situazione che si vive. Poi è chiaro che bisognerà fare una squadra forte, il presidente lo sa che c'è concorrenza con quelle 7 squadre fortissime, bisogna creare un gruppo di 23 giocatori forti con tutte le gare che ci sono in settimana perché alcune andranno per forza a chi gioca di meno e le competizioni si vincono e perdono per un gol, io uscii dalla Champions con l'Inter 3 anni fa per un gol e poi entrai in Champions all'ultima partita, anche quel punto fa la differenza. Il Napoli deve saper giocare con moduli diversi? Sì, perché è anche più stimolante per noi. Il 4-2-3-1 dà garanzie sia in difensiva che in offensiva. Il 4-3-3 è molto simile. Come l’Italia, bisogna saper fare qualcosa di diverso. Che Napoli ho trovato? Come me lo immaginavo, ma mancano tanti calciatori. Cosa mi aspetto da Insigne? Con Lorenzo ho parlato una volta per telefono e una volta gli ho mandato un messaggio di complimenti, mi è sembrato il capitano che immaginavo vedendolo da fuori. Dobbiamo stare attenti, voi ci volete trovare per forza una magagna sul fatto del contratto. Abbiamo di fronte il capitano del Napoli e il presidente del Napoli che è un imprenditore e comunicatore, sono due persone forti che avranno il tempo di guardarsi negli occhi e andare poi al sodo. Facciamo tornare Lorenzo e il presidente ci parlerà e sarà tutto più chiaro. Inutile anticipare qualcosa. Come rinforzare la squadra? Questa squadra ha bisogno di ruoli doppi. Quando giochi di giovedì e di domenica, di continuo, poi ci sono i calciatori che devono recuperare e che non possono sempre dare il meglio di sé stessi. Bisogna riuscire a fare questi numeri qui. Se partirà qualcuno di quelli forti, ovviamente. Sono fondamentali i calciatori, l'allenatore viene di conseguenza. Meret titolare? Domani telefono Ospina, sono due portieri forti, si valuterà, le insidie sono dietro l'angolo. Alla Roma avevo Allison e Szczesny. La porta è uno di quei ruoli nei quali serve avere due uomini forti. Come valuto il Trentino? E’ difficile rimanere concentrati di fronte a così tanta bellezza. E’ un posto di vacanza, è un posto dove si sta bene. Si fanno i complimenti al Sindaco per quello che è riuscito ad organizzare. Lobotka? Mi fa piacere vederlo, lo seguivamo ai tempi dell'Inter, lo avevamo valutato e osservato. Gaetano? E' un talentino, c'è ancora da valutare. Dice di voler giocare da trequartista però poi guardandolo bene può essere anche quello che torna 5 metri indietro e costruisce sotto. Tecnicamente è delizioso. Tutino? Calciatore forte, stiamo dalla sua parte, è un campioncino. Poi ci sono anche altri calciatori, ci sono poi i campioni e gli extracampioni. Petagna? Ha fatto un percorso importante per arrivare a questi livelli, quando il Napoli ne ha avuto bisogno ho dimostrato le sue qualità. Bisogna stare attenti, se qualcuno sarà ceduto è perché oltre ai forti ci sono i super forti. Cosa ne penso di Koulibaly? E' un calciatore che tutti vorrebbero avere, è un vice-capitano, ha grande personalità. Se per me lui resta al Napoli, si trova difficilmente un suo sostituto, è apprezzatissimo da tutti i compagni di squadra. Parla di continuo in campo, è perfetto, gli si fanno i complimenti per la serietà e professionalità. Anche quando entra nello spogliatoio tutti lo rispettano. La coppia Manolas-Koulibaly? Ci possono permettere di aggredire alti, sono entrambi veloci, ci sarà da perfezionare i tempi, però sono due calciatori che ti permettono di far tutto. Non hanno paura a stare uomo contro uomo a campo aperto, sono due carrarmati, bisogna solo un po' migliorare sulla costruzione. Se manca qualcosa in difesa? E' presto per fare delle valutazioni. Bisogna poi valutare bene Ghoulam, per ora sembra che stia procedendo tutto bene, però un terzino sinistro ci vuole. Mario Rui? Ha tecnica con il possesso palla riesce a prendere la sua posizione congeniale. Se lo fai difendere sempre poi va in difficoltà. Il mio colloquio di oggi con Giuntoli?  Cristiano e lo stesso presidente mi facilitano il lavoro, averli qui a disposizione è importante. In questo momento si prendono decisioni che possono essere importanti per tutto il campionato. E' un direttore sportivo fortissimo. Il carattere della squadra?  L'aspetto caratteriale è molto importante, sicuramente sarà un tasto che si andrà a toccare. Demme può diventare come Pizarro alla Roma? Per me lo è già, sa trattare la palla e sa stare dentro il ruolo di regista. Deve un po' girare di più la testa. Obiettivo Champions con la riduzione degli ingaggi? Le due cose non vanno di pari passo, ci sono degli obiettivi tecnici e ci sono degli obblighi finanziari. E' chiaro che però lo sbocco per mettere a posto i conti è arrivare in Champions League, bisogna tener conto di entrambe le situazioni ed il presidente lo sa. Cosa mi aspetto dal mercato? L'importante che siano forti, ci vuole gente che fa le cose da campione. A destra abbiamo due terzini destri che ci fanno stare tranquilli".


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Alessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.
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