Soviero: "Se De Laurentiis si è sentito offeso, chiedo scusa. Ma la verità è un'altra"
Salvatore Soviero, ex portiere, ha fatto il punto sul Napoli in vista della sfida contro la Salernitana che precede la Supercoppa italiana.

Salvatore Soviero, ex portiere della Salernitana, è intervenuto a “1 Football Club”, programma in onda su 1 Station Radio. Queste le sue parole: "Se il ritiro può essere una soluzione per il Napoli? Prima di rispondere a questa domanda voglio specificare che l’ultima volta che sono intervenuto nella vostra radio qualcuno ha strumentalizzato le mie parole per ricavarne titolo accattivanti, stravolgendo quanto da me dichiarato. Dire che una persona, ovvero De Laurentiis, sia un grande imprenditore ma che ignorava alcune dinamiche come la gestione di uno scudetto, dunque calcisticamente parlando, non credo sia una cattiveria o una mancanza di rispetto, bensì una critica costruttiva. Ho voluto sottolineare alcune di quelle che ritenevo fossero delle lacune gestionali, soprattutto relative alla vittoria dello scudetto ed i mesi successivi. È chiaro mi riferissi soltanto alle dinamiche calcistiche, non avrei certo voluto lasciare intendere altro. Sono partito col dire che De Laurentiis è un grande imprenditore".
Poi ha aggiunto: "Per me, infatti, sarebbe stato più grave se avessi detto che De Laurentiis è un incompetente. Mi sono sempre assunto le responsabilità di quel che ho fatto e detto, ma non posso fare lo stesso per i titoli strumentali di alcuni giornali. Se il presidente si è sentito offeso mi scuso, ma non è stata colpa mia. Per quanto riguarda il ritiro, è una soluzione che serve a fare gruppo, per stare insieme e trovare coraggio. In un momento difficile come questo, in cui è fondamentale non perdere terreno rispetto alle rivali ed in cui sembra che tutti gli episodi girano contro, un ritiro può essere importante".
Infine ha concluso: "La Salernitana ha chance di salvarsi? I granata hanno le possibilità e le qualità per salvarsi, anche se qualcosa andrà aggiustato. A Salerno è stato cambiato molto, con l’addio di un direttore sportivo che, a mio avviso, era il vero anello debole del club. Oggi è molto semplice diventare direttori sportivi, ma passare dalla primavera della Roma all’essere dirigente della Salernitana credo sia una mossa più che altro politica. Il Napoli non vive una condizione brillante dal punto di vista psicologico, mentre i granata dovranno farci i conti. Tuttavia, sono due realtà diverse che devono vivere la propria rivalità all’insegna di un sano campanilismo. Vincerà la migliore, a decidere sarà il campo".
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