Soulé: "La Juventus mi aveva venduto a un altro club, ma ho rifiutato"
Matias Soulé, attaccante in forza alla Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista al Corriere dello Sport.

Uno dei trasferimenti più chiacchierati è certamente quello che ha portato Matias Soulé a vestire la maglia della Roma. Ne ha parlato lo stesso attaccante nel corso di una intervista alla edizione odierna del Corriere dello Sport: "Volevo così tanto giocare nella Roma che avevo le lacrime al pensiero che non andasse in porto. C’è stato un momento in cui la trattativa stava per sfumare: ho pianto. Essere qui è meraviglioso. La trattativa è stata lunga, avevo l’ansia che non si concretizzasse, ma tutto è andato per il meglio".
"I Friedkin mi hanno voluto fortemente, ho subito capito la loro ambizione per questo club e dove vogliono portarlo. E ora sono qui, in ritiro con la mia nuova squadra e non potevo chiedere di meglio. Stiamo lavorando sodo e con grande intensità: saremo pronti per la prima di campionato contro il Cagliari", ha aggiunto Soulé.
Soulé e l’amore a prima vista con De Rossi: "Spinge tanto, è un grande lavoratore e un ottimo tecnico. Ho parlato più volte con lui durante la trattativa e devo dire che non parla solo spagnolo, ha anche un ottimo accento argentino. Mi ha raccontato la Roma, di come si vive il calcio qui e durante questo ritiro è stato eccezionale. Sta istillando una mentalità vincente alla squadra e ci sta fornendo una preparazione fisica e tattica che sarà cruciale per la stagione. Stravedo per lui. Mi chiede di essere Soulé. Un giocatore imprevedibile in avanti, libero di muoversi e inventare negli ultimi venti metri. Devo fare la giocata, dare fantasia insieme agli altri attaccanti e buttarla dentro. Certo, anche con i compiti difensivi a cui ora sono abituato grazie al lavoro di Di Francesco nel Frosinone".
Il feeling con Dybala: "Per me è un fratello maggiore, una guida non solo nel calcio ma anche nella vita. Quando ero più piccolo, lo vedevo come un mostro sacro, un giocatore a cui non riuscivo ad avvicinarmi perché ero in soggezione. Poi abbiamo cominciato a conoscerci, siamo entrati in sintonia e abbiamo stretto un buon rapporto alla Juventus. Ricordo che una volta chiese alla panchina di farmi entrare perché voleva giocare con me almeno una volta prima di lascia la Juve. Rieccoci insieme".
L’addio alla Juve: "Un tasto un po’ dolente, soprattutto per i primi mesi del 2024. Non pensavo di lasciare la Juve, anzi, ero concentrato a giocare bene con il Frosinone per meritarmi una maglia. A gennaio sono venuto a sapere che mi stavano cedendo a un club arabo, ma io non avevo alcuna intenzione di andarci anche se ormai mi era chiaro quale sarebbe stato il mio futuro. Ne sono rimasto deluso perché pensavo di poter giocare per la Juve, ma poi me ne sono fatto una ragione. Voglio dimostrare di valere i 30 milioni che la Roma ha speso per me".
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