Sorrentino: "Napoli mi ha formato, ma non ci torno per scelta. Scudetto? Temo la Juventus"

Paolo Sorrentino, reduce dal successo di Parthenope, ha parlato in un'intervista concessa all'edizione odierna della Gazzetta dello Sport.
“Napoli è la città dove sono nato e cresciuto, ho avuto i figli e abitato per 37 anni. E’ un po’ tutto, come mamma e papà”, parole e musica di Paolo Sorrentino, il regista di Parthenope ha parlato in un'intervista concessa all'edizione odierna della Gazzetta dello Sport.
Sorrentino ha un rapporto fortissimo con la città di Napoli, in ogni suo film c'è un riferimento alla città partenopea. “E’ il luogo che ti ha determinato, formato, fatto diventare quello che sei. Ci torno molto per lavoro, non per scelta. Ho come l’impressione che quando si torna in posti così importanti, si viva una strana connessione di estraniamento”, ha sottolineato con grande emozione il regista napoletano.
Sorrentino ha detto la sua anche su Antonio Conte e su come sia riuscito a conquistare in così poco tempo una città come Napoli: “La ragione è proprio questa. Mi sembra un uomo molto serio: non fa proclami, non va in scena. Nel calcio e nella politica, si va troppo in scena e si diventa poco credibili. Lui non ci va. Se dice una cosa è perché la pensa davvero, non perché deve provocare, alludere o far ridere. Questa serietà, in un mondo dove molti giocano a chi la spara più grossa, diventa determinante. Non è recitante, non finge. E questo suo modo di essere viene apprezzato e rispettato. È anti-cinematografico e per noi è una risorsa: non a caso siamo primi in classifica”.
Il noto regista ha quindi svelato quale squadra teme maggiormente per la corsa allo scudetto. “Io temo sempre e solo la Juventus. E’ sempre la più pericolosa, anche quando è a metà classifica. Non si sa come, ma poi riesce a risalire”.
Infine un commento anche sul passato, coinvolgendo Spalletti e Sarri: “Conte come Parthenope? Dietro l’atteggiamento serio e sbrigativo Conte nasconde una dimensione sentimentale molto forte. Quindi in questo senso c’è un’attinenza con il film. Però il Napoli legato alla “Grande Bellezza” lo riporterei più a Sarri che a Spalletti. Senza vincere lo scudetto ha fatto vedere cose incredibili”.






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