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Sollazzo: "Conte non si è fatto molti amici a Napoli, qui piacciono più i Masanielli che le persone serie"

Boris Sollazzo, giornalista, ha fatto il punto sul Napoli in vista del finale di campionato e in relazione alle voci sul futuro di Antonio Conte.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

21/05/2026 20:39 - Interviste
Sollazzo: Conte non si è fatto molti amici a Napoli, qui piacciono più i Masanielli che le persone serie
© foto di Image Photo Agency

A CRC nel corso della trasmissione “Calciomania”, è intervenuto il critico cinematografico e scrittore Boris Sollazzo che ha analizzato il momento del Napoli in questo finale di stagione in cui l'argomento principale è ovviamente il futuro di mister Antonio Conte.

Sollazzo: "Conte non si è fatto molti amici a Napoli, qui piacciono i Masanielli"

Queste le sue parole: "Antonio Conte ha scritto una pagina di storia del Napoli. Pochi come lui sono stati così napoletani in due anni, ma i tifosi non ne perdonano la schiettezza. Lui non si fa i tatuaggi per poi coprirli: è semplicemente il primo tifoso della squadra che allena. Conte non si è fatto molti amici in questi anni a Napoli, come dimostra quel famoso episodio a San Siro o la faccia dura con cui ha affrontato la Juventus allo Stadium. A noi piacciono molto più i "Masanielli" che le persone serie. Conte fino a metà stagione parlava al plurale, poi ha iniziato a comportarsi in modo diverso in quanto alcuni opinionisti, e noi come ambiente, lo abbiamo massacrato dopo tutto quello che ha dato. Personalmente sono molto dispiaciuto in quanto il Napoli ha perso la possibilità di diventare una società e una squadra adulta. Con Conte il Napoli è diventato una grande squadra. Ha dimostrato che vincere a Napoli può diventare la normalità. Insieme a Benítez, è l'unico che si lascia in buoni rapporti con il presidente; non a caso parliamo di due uomini che hanno allenato in tutto il mondo. Forse, semplicemente, De Laurentiis si lascia bene con le persone serie".


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"Il Napoli ha avuto sprazzi di grande gioco"

"Il Napoli ha avuto sprazzi di grande gioco, anche quando aveva mezza squadra fuori. Poi tanti infortuni, il blocco del mercato e alcuni episodi arbitrali vergognosi hanno creato delle difficoltà. Conte ha fatto stare tutti sull'attenti nonostante tutto, facendo segnare un gol addirittura a Lukaku. A me ha commosso vedere lui e i giocatori così compatti, andare avanti contro tutti e tutto, presentandosi davanti ai microfoni provato e con la voce rotta. Lui non se ne va a cuor leggero: il suo addio è la conseguenza del modo in cui è stato trattato dopo uno scudetto vinto e un secondo posto. Gli unici tifosi seri in questa stagione sono stati quelli delle curve, elogiati dallo stesso Conte, che hanno sostenuto l'allenatore e la squadra fino alla fine. Ce ne pentiremo sicuramente, a meno che non arrivi qualcuno al suo livello, ma mi viene in mente solo Klopp e dubito che arrivi".

"Se anche Conte non è riuscito ad estirpare una certa mentalità, mi fa paura"

Poi ha concluso: "Conte lascia dei giocatori diventati forti come McTominay, un capitano formato come Di Lorenzo, lo spirito di sacrificio di Politano e di tutti i leader. Questo ambiente ha partorito un ammutinamento con Ancelotti, uno strano Napoli-Verona con Gattuso, tutto quello che è successo con Garcia e ora, forse, uno spogliatoio che voleva mandar via Conte. Se persino lui non è riuscito a estirpare questa mentalità, la cosa mi fa paura".


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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