Simeone: "Quando non segno vado in ansia. Conte mi ha insegnato una cosa importante"

L'ex attaccante del Napoli si racconta senza filtri ai canali ufficiali del Torino: le ansie sotto porta, la gestione delle pressioni e la grande eredità lasciata da Antonio Conte.
Un inizio di stagione non dei migliori per Giovanni Simeone, che finalmente è andato in gol con la maglia del Torino. Due quelli siglati contro il Parma nell'ultima giornata del campionato di Serie A, commentata con trasporto dall'ex attaccante del Napoli.
Cholito Simeone e i consigli di papà Diego
Raggiunto dai canali ufficiali del club granata per fare il punto sul suo momento di forma e sulla sua evoluzione professionale, Simeone jr non si è tirato indietro e ha affrontato a viso aperto anche gli aspetti più intimi della vita da centravanti, a partire dall'inevitabile rapporto con la pressione del gol. Nel corso dell'intervista, il classe '95 ha voluto svelare come riesce a gestire i momenti di digiuno realizzativo, chiamando in causa gli insegnamenti del papà: "Mio padre mi ha sempre detto che non sono il migliore quando riesco a segnare in tutte le partite e nemmeno il peggiore quando invece non segno. Il segreto è essere sempre se stessi, giocare come sai fare: il gol è solo una conseguenza".
La lezione di Antonio Conte a Giovanni Simeone
L'attaccante argentino ha poi affrontato il tema della battuta d'arresto emotiva che scatta dentro la testa di una punta e il rimedio fondamentale appreso dal coach leccese: "Chiaramente, quando non segno un po' di ansia viene, ma in quel caso non devi subire le situazioni ma anzi affrontarle. Conte mi ha insegnato a lottare, ad andare incontro alle difficoltà. La pressione di segnare c'è sempre, è normale, e io l'accetto".








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