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Silvio Orlando: "Tutti sanno che cos'è un napoletano, tranne gli stessi napoletani"

L'attore napoletano ha parlato anche di Napoli: "È una città stratificata, con un'identità molto forte, che ha un bisogno fisico di essere rappresentata".


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

04/11/2021 09:14 - Interviste
Silvio Orlando: Tutti sanno che cos'è un napoletano, tranne gli stessi napoletani

Silvio Orlando, stimato attore napoletano, ha parlato all'edizione odierna de La Stampa. Da oggi nelle sale con un ruolo nel film di Roberto Andò, «Il bambino nascosto». Una pellicola in cui mette da parte il suo lato comico e si concentra su quello drammatico. "Sono sempre lo stesso, mi piacciono l’antiretorica e l’ironia, anche se credo che, a una certa età, far ridere diventi davvero difficile. L’attore comico è come un bambino che scopre il mondo per la prima volta e l’infantilismo, a un certo punto, diventa disturbante. Stanlio e Ollio a 60 anni facevano le stesse cose di sempre, ma avevano assunto un tono quasi mortuario. Un attore ha anche il dovere di cambiare registro, di seguire la lunghezza d’onda della propria anima, dei propri dolori. E poi mostrare la vecchiaia e la stanchezza di vivere non è una cosa depressiva, anzi, può essere fonte di grande divertimento".

Orlando parla anche di Napoli: "È una città stratificata, con un’identità molto forte, che ha un bisogno fisico di essere rappresentata. Tutti sanno che cos’è un napoletano, tranne gli stessi napoletani. Abbiamo risolto il problema auto-rappresentandoci, prendendo l’abitudine di fare quello che ci si aspetta da noi. Poi, ciclicamente, succede che, riaccendano i riflettori, che tutto riparta, ed è come se Napoli fosse vista per la prima volta".


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