Signori: "Nessuno mi vuole. Nell'Italia moralista, anche se vieni assolto ti resta addosso un alone"

Lo sfogo dell'ex laziale: "Resti quello che scommetteva e vendeva le partite. Ma io lo sapevo... Il mondo del calcio è a sé, forse in qualche modo do fastidio".
Beppe Signori, dopo dieci anni, un anno fa, ha ottenuto finalmente l’assoluzione dalla condanna di implicazione nel calcioscommesse. Ma in 12 mesi non gli sono mai arrivate offerte dal mondo del calcio. L'ex attaccante della Lazio non nasconde il suo disappunto nella intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport: "Offerte? Zero assoluto, nonostante abbia conseguito il patentino di allenatore a Coverciano nel 2010. Purtroppo in Italia siamo tutti moralisti e anche se vieni assolto ti rimane addosso un alone, resti quello che scommetteva e vendeva le partite. Ma io lo sapevo…".
"Il mondo del calcio è comunque a sé, quando ne sei fuori per una motivazione come la mia c’è molta paura a farti rientrare, forse in qualche modo do fastidio. Non mi cercano nemmeno dal settore giovanile. Io accetterei qualsiasi proposta con entusiasmo, mica pretendo la Serie A! E di certo non guarderei l’aspetto economico", ha aggiunto Giuseppe Signori.
Sui suoi progetti: "Mi sto organizzando per aprire la mia accademia, la Signori 188, che sono i gol che ho fatto in Serie A. Era una cosa che avevo lì nel cassetto, se non fossi riuscito a trovare una squadra. Non voglio stare ancora fermo, ora basta".






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