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Siani racconta: "Pino Daniele volle conoscermi. Maradona grande e fragile, mi disse testuali parole"

L'attore e regista napoletano si è raccontato in un'interessante intervista: "Già da ragazzino ero il comico della mia classe".


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

25/07/2022 09:47 - Interviste
Siani racconta: Pino Daniele volle conoscermi. Maradona grande e fragile, mi disse testuali parole
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Alessandro Siani, attore e regista napoletano, si è raccontato in una lunga e interessante intervista rilasciata al Corriere della Sera. "Padre operaio, mamma casalinga, vivevamo in una casa dove io non avevo una mia stanzetta e per studiare andavo sul pianerottolo, sulle scale, che era pure più fresco. Ogni volta che sentivo il rumore dell’ascensore correvo via per non farmi vedere che stavo in mezzo alle scale. E ancora oggi quando sento il rumore dell’ascensore inizio a correre".

"Da ragazzino ero già un comico nella mia classe, non quello che faceva le imitazioni dei professori e nemmeno il pagliaccio delle barzellette, ero un ragazzo che notava le contraddizioni che ci circondano e le trasformava in mini-monologhi. L’insegnante di religione mi propose di fare uno spettacolo per la scuola, mi disse che se facevo le prove di teatro me le scalavano dalle ore di studio. Accettai subito, anche perché io non amavo studiare, entravo a scuola solo quando mi ero proprio stufato di marinare".


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 Lo accusano spesso di assomigliare troppo a Massimo Troisi. Si difende dicendo di essere «il nulla» in confronto. E su Pino Daniele: "Fu lui a dirmi che mi voleva conoscere, mi invitò a casa sua e mi scrisse la colonna sonora per un film senza volere soldi. Porto dentro di me le giornate con lui, i suoi racconti; ho conosciuto tutta la famiglia, sento ancora i figli; quell’atmosfera è stata formativa perla mia crescita".

Su Maradona: "Per noi Maradona è un esempio di grandezza. Io ho conosciuto lui, Pino Daniele, Luciano De Crescenzo, ho capito che avevano una matrice comune: il fatto di intercettare il pensiero della gente anche tra mille contrasti e mille problemi. Maradona l’ho diretto come regista in uno spettacolo al San Carlo, prima di salire sul palco Diego era pensieroso nel camerino. Mi disse: ho paura, ho paura di deludere la gente. Lui, Maradona. Eppure il pensiero era sempre quello, la gente. Non nascondeva le sue fragilità e contemporaneamente era un gigante". 


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