Serena Rossi e la canzone che canta, ma che si vergogna di far sapere che le piace

Serena Rossi attraverso l'intervista rilasciata ai microfoni di Kiss Kiss ha parlato della città di Napoli e del legame profondo con il Rione Sanità.
La popolarissima attrice partenopea, Serena Rossi, ai microfoni di Radio Kiss Kiss, ha parlato del suo legame con la città di Napoli. Alla domanda, se dovesse consigliare un posto ad un turista che arriva in città, ha risposto: "È impossibile scegliere. Arrivi a Napoli e dove vai, vai bene".
"Sono molto toccanti tutti quei tour culturali fatti con i ragazzi delle associazioni del Rione Sanità che ti fanno vedere le catacombe di San Gennaro. È bello perché ti raccontano la storia del loro quartiere. Sono ragazzi che cercano riscatto, che vengono da un contesto complicato, ma che invece sono in grande rinascita. Poi sarà che Mina Settembre è ambientata nella Sanità ed è un quartiere che ormai sento mio".
Mina Settembre? "Secondo me c’è bisogno di una Mina Settembre ovunque perché è una donna così empatica che ascolta e che aiuta. Dove la metti, sta! Con il suo cappotto rosso va".
Sanremo? "Credo che non basti saper cantare per essere definiti cantante. Io so cantare, ma non mi reputo una cantante da dischi. Penso che per andare a Sanremo, che è il palco più importante della musica italiana, devi andare con un progetto, un’identità, una riconoscibilità. Che io non ho. E sarebbe un’arma a doppio taglio pericolosissima. Per cui magari sarebbe bello come “affiancatrice”".
A proposito di canzoni. Hai un brano guilty pleasure, cioè quella canzone che canti, ma che ti vergogni di far sapere che ti piace? "Mi piace "Annare’" di Gigi D’Alessio!".








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