Scontro tra Cruciani e Zazzaroni: "Non mi sento vittima di nessuno. Il giornalismo sportivo è morto"

Nella puntata di Numer1 si è verificato un acceso botta e risposta tra Giuseppe Cruciani e Ivan Zazzaroni sulle parole di De Rossi.
Giuseppe Cruciani e Ivan Zazzaroni si sono confrontati duramente nell'ultima puntata del podcast Numer1 sul dibattito nato dalle parole di Daniele De Rossi in conferenza stampa sul ruolo dei giornalisti nell'epoca dei social. Il tema ha acceso subito il confronto tra i due conduttori.
Cruciani: "Non condivido questa battaglia"
Cruciani ha chiarito innanzitutto la propria posizione su De Rossi e Gattuso: "Stimo molto De Rossi. Considero De Rossi una persona di grande spessore ma questa battaglia che si è intestato non la condivido". Secondo il conduttore radiofonico, la libertà di espressione sancita dalla Costituzione consente a chiunque di parlare di calcio, anche senza essere giornalista: "Per parlare di pallone e accendere una telecamera per fortuna non bisogna essere giornalisti".
La reazione di Zazzaroni
Zazzaroni ha però replicato, sostenendo che il punto sollevato da De Rossi fosse un altro: "Ha detto 'le vittime siete voi giornalisti professionisti'". E ha aggiunto: "Io mi sento vittima della mia professionalità, perché arriva il primo stronzo e si mette sullo stesso tuo piano".
Zazzaroni: "Il giornalismo sportivo è morto con la rete"
Cruciani ha poi ribattuto: "Ho il tesserino ma non mi sento vittima di nessuno". Zazzaroni ha quindi allargato il discorso all'impatto dei social sulla professione e ed ha concluso in maniera netta: "Il giornalismo sportivo è morto con la rete. Grazie a Dio c'è uno che ha parlato".








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