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Sconcerti: "Nel calcio l'informazione è un male! La comunicazione accetta la propria morte"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Sconcerti: Nel calcio l'informazione è un male! La comunicazione accetta la propria morte

Mario Sconcerti, una delle prime firme del giornalismo italiano, si è soffermato sui cambiamenti che stanno investendo il mondo del calcio sotto il profilo comunicativo.


Il calcio sta cambiando così come il mondo della comunicazione. I social permettono a tutti di esprimere le proprie opinioni su tutto. Mario Sconcerti, giornalista del Corriere della Sera, ha analizzato quanto sta accadendo nel suo editoriale per calciomercato.com: "Proviamo a fare un sogno: un’epoca in cui tutti, se hanno voglia, parlano con tutti di quello che vogliono. Si può rispondere, non sogno, son desto: oggi con internet ognuno parla con chi vuole. Errore. Tutti oggi nel calcio possono comunicare, pochissimi lo fanno e nessuno risponde alle domande di nessuno. Non c’è scambio, parla solo uno e solo se gli viene dato il permesso dalle società".  


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"Che pensereste di un capo di partito, di un primo ministro, di una nazione che non accettasse domande, che limitasse ai suoi cittadini l’accesso ai mezzi di comunicazione, che  scegliesse lei i temi che saranno rivolti e si annotasse  il modo con cui voi scrivete archiviando poi tutto in dossier personali? E’ esattamente quello che succede nel calcio. E ai giornalisti basta essere portati dentro l’alveare, non interessa la qualità del miele. La domanda è:  perché deve andare così? E’ democratico, è civile? E’ ancora ammissibile e per quanto?  Succede così nei regimi totalitari, non c’è libertà di rapporto. Così nel calcio è passato il concetto che l’informazione è un Male.  E la comunicazione accetta la propria morte", ha concluso Sconcerti. 


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