Sconcerti: "Inghilterra avversaria adatta all'Italia. Non credo al furto in diretta tv"

Mario Sconcerti nel suo editoriale per il Corriere della Sera si è proiettato alla super sfida di domani tra Italia e Inghilterra.
Mario Sconcerti sul Corriere della Sera allontana con fermezza la possibilità di un complotto da parte dell’Uefa per far vincere l’Inghilterra per ripagarla del servizio offerto contro la Superlega. Occorrerebbe che venissero implicate decine di persone per fare una cosa del genere. Pensare che sia possibile è da perdenti. "Un furto in diretta tv con due miliardi di testimoni previsti. Una generazione di dirigenti europei coinvolti, quindi segnati per sempre, da un’operazione mafiosa così attesa, così prevedibile, così popolare che nessun professionista serio della corruzione accetterebbe mai. E poi, scusate, non si può scrivere sessanta pagine al giorno su un evento, dedicargli ore e ore di televisione, incassare fior di pubblicità, scendere a milioni nelle strade e poi raccontarsi che tanto vince l’Inghilterra perché si sa, il calcio è così. Non è onesto, è stupido. E non credo che Mancini e la sua Italia meritino di essere coinvolte in queste paure da calcio perdente“.
“Se diamo del corruttibile a una finale europea la diamo anche alla nostra squadra, qualunque sia, perché è parte importante, non vittima, dell’organizzazione. In un mondo marcio non ci sono puliti, ognuno ha le sue colpe. Quella delle società è di tenersi il lusso di rifiutare alcuni arbitri. Questo significa condizionarli. Ma tutte lo fanno, soprattutto le grandi squadre, senza le cui partite un arbitro non fa carriera. In sostanza, se non c’è innocenza, la colpa è dovunque, comincia da noi. Che infatti siamo bravi ad annusarla subito negli altri”. Per Sconcerti l’Inghilterra è un’avversaria adatta all’Italia. “Perché nella sua prima ora di gioco è chiara fin quasi a diventare prevedibile. Non correremo a vuoto come con la Spagna“.
Dunque niente paura. “Non c’è da avere paura, non c’è un favorito. Anche noi abbiamo tante possibilità di vincere. La cosa importante è muovere la palla velocemente, loro non hanno qualità in mezzo al campo, hanno ordine, forza. E tenere libero Jorginho dalla marcatura di Mount. Perché con lui in marcatura manca velocità agli altri centrocampisti. Dovremo avere attaccanti che arrivino al tiro, farli sentire in pericolo. In conclusione siamo nelle nostre mani, molto più che in quelle dell’arbitro", ha sottolineato Sconcerti.







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