Schettino: "Consiglio due argentini. Giuntoli e Sinicropi, sapevo tutto. Novità Zarate"

Vittorio Schettino, agente FIFA, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai nostri microfoni per fare il punto sul Napoli e sul calcio italiano e internazionale.
Vittorio Schettino, agente di calciatori (tra cui gli argentini Zarate e Schelotto), è intervenuto ai microfoni di Areanapoli.it per fare il punto sul club partenopeo in vista della prossima stagione in cui ci sarà da difendere il titolo di campioni d'Italia. Queste le sue parole: "Dopo la sbornia per lo scudetto, mi aspetto un Napoli competitivo anche se non è facile pensare che si possa verificare un vantaggio così netto con le avversarie. Faccio un passo indietro: tutti noi tifosi sognavamo questo titolo, ma sfido chiunque a dire che pensava potesse arrivare in questo modo, con questa forza e con un allungo netto sulle avversarie prima del mondiale e a gennaio dopo la sconfitta con l’Inter. E’ un tricolore storico per tante ragioni, ma soprattutto perché arrivato sulle ali della bellezza. Ma ho un rammarico...".
Quale?
"La Champions. Non credo che il Napoli avesse grandi chance per vincere, ma in finale poteva arrivarci. A prescindere dall'esito, ho sempre detto che avrei preferito, per tante ragioni, affrontare City o Bayern Monaco piuttosto che le italiane. Al di là di errori arbitrali, sospetti e via discorrendo, quella partita col Milan è arrivata nel momento di flessione degli azzurri che hanno mostrato un po’ di burro di troppo in cui Leao si è fiondato come lama rovente. In certi casi bisogna pensare meno al bel gioco e puntare sulla concretezza. Può capitare, ma l’annata resta superlativa".
Kim perdita pesante...
"Si, parliamo di un pilastro, di un punto di forza della squadra che è stata di Luciano Spalletti. E’ una perdita non di poco conto, ma due aspetti vanno considerati: il Napoli, quanto il sudcoreano non ha giocato, ha retto comunque bene in difesa grazie a Juan Jesus ed inoltre c’è Ostigard che mi sembra pronto; inoltre il club farà un’altra plusvalenza importante con il suo addio direzione Bayern Monaco. Ad oggi non saprei dire chi sarebbe il miglior sostituto, ma tra i nomi che si fanno credo che Scalvini possa essere quello giusto anche se costa troppo: l’Atalanta è come una gioielleria".
Anche Giuntoli ha detto addio.
"Su Giuntoli è inutile negare: si tratta di una perdita importante perché si era creata una vera squadra sul versante scouting. Detto questo, è fondamentale che le due figure silenti, Micheli e Mantovani, che rappresentano la ricchezza del Napoli, siano ancora qui. Vedremo cosa saprà fare Giuntoli alla Juventus senza di loro: capiremo quanto è bravo davvero. Come sai, sapevo tutto da tempo, gli spifferi erano netti: tempo fa dissi che Antonio Sinicropi avrebbe fatto passi in avanti nel Napoli, del resto lo stesso De Laurentiis sostiene da tempo che la figura del direttore sportivo è superata. Il presidente è un accentratore, ma dopo quasi 20 anni di calcio ha capito che si può operare diversamente rispetto alle modalità cristallizzate nel tempo. E vedrete che molti club lo copieranno sempre di più. Al di là di tutte le critiche legittime sul piano caratteriale, ADL ha dimostrato di essere un imprenditore con la I maiuscola che sa approfondire i vari argomenti e li fa propri. E il calcio è un mondo molto più difficile di tanti altri dove si fa business".
Sull'espansione degli Arabi nel calcio cosa pensi?
"Stanno anticipando le mosse per il futuro. Così come Berlusconi cambiò i parametri entrando nel calcio negli anni ’80, ora è il turno degli arabi. Non stanno più prendendo solo le vecchie figurine, ovvero i grandi giocatori in discesa, ma stanno andando dritti sui giovani. E da addetto ai lavori dico che un agente non può non tener conto di quel fronte che si è aperto".
Zarate torna in Italia?
"Mauro ha subito un infortunio grave. Ora è in Argentina e sta cercando di recuperare. Siamo scioccati per quanto gli è accaduto: sono certo che avrebbe dato un contributo incredibile al Cosenza che si è salvato meritatamente attraverso i play-out. Senza nulla togliere all’ottimo lavoro del club e della squadra calabrese, credo che con Mauro la salvezza sarebbe arrivata prima perché è un valore aggiunto e perché ha enormi qualità tecniche. Ed anche sul piano atletico non finisce di stupire. Il presidente Guarascio fece una promessa: quando Mauro si infortunò dichiarò che avrebbe rinnovato il contratto. E’ normale che ora il Cosenza voglia prima fare tutte le proprie valutazioni, ma sono fiducioso e siamo a disposizione per il rinnovo. Aspettiamo...”.
E su Schelotto quali le novità?
"Vuole tornare in Italia per dimostrare di poter essere ancora utile e competitivo nel calcio professionistico. Gioca nel Deportivo Moron, ha ancora il vizio del gol ed è determinante. Sto lavorando tanto per fare in modo che si avveri il suo sogno di tornare nel nostro paese. Sono in contatto con diversi club. Lui spera – e non lo nasconde – di giocare nel Cesena, il primo club italiano che ha creduto in lui. Tanti tifosi lo accoglierebbero a braccia aperte. Siamo a disposizione dovesse esserci una chiamata. Sarebbe un ritorno a casa commovente dopo 15 anni ad ottimi livelli tra Atalanta, Inter, Sassuolo, Parma, Sporting Lisbona, Brighton e via discorrendo".
Due talenti sui quali punteresti...
"A breve partirò per l’Argentina dove inizierò importanti collaborazioni. Due nomi da segnalare? Brian Aguirre e Juan Sforza, giovani davvero importanti".
Che momento è per il calcio italiano?
"Ho parlato con esperti professionisti che fanno il calciomercato da anni, mi hanno confermato che la mancata partecipazione dell’Italia agli ultimi due mondiali non è un caso. Bisogna che i club trovino di nuovo il coraggio di andare in giro per i campi dove ci sono ragazzi incredibili bloccati in pantani da non credere. Bisogna ricreare sistemi meritocratici e rivoluzionare la regola degli Under nelle categorie inferiori: tutto sommato non è servita. A calcio deve giocare chi merita, chi ha qualità. E’ importante favorire l’inserimento dei giovani, ma con criterio, non basta l’aspetto anagrafico. I club importanti non posso togliere posti alle città solo perché devono inserire le loro U23. Si faccia un campionato a parte di U23. Serve una riforma totale per evitare che il calcio italiano venga fagocitato da quello inglese e così via da tutti gli altri".








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