Sarri: "Litigo per avere calciatori italiani. Tante società vanno alla ricerca dell'affare"

L'allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, ha parlato del suo futuro alla Lazio e dei limiti della compagine biancoceleste.
Maurizio Sarri ha firmato con la Lazio un triennale a giugno 2022. L'edizione odierna del Corriere dello Sport riporta le parole del tecnico: "Alla Lazio sto bene, con Lotito ho un buon rapporto, lo chiamo Claudio né presidente né senatore. Il contratto l’abbiamo prorogato mesi fa, non credo sia il caso di tornarci in questo momento. Se resterò molto a lungo? No, ho un ginocchio che non mi tiro più dietro. Alla Lazio sto litigando per avere giocatori italiani. Tante società vanno alla ricerca dell’affare, del giocatore straniero che costa meno. Se ti esplode in mano hai una plusvalenza sicura".
"I nostri ragazzi, se iniziano a dare dei segnali, sono giocatori che costano un po’ di più. Penso che all’interno di una squadra avere un’ossatura di italiani ti dia un’identità che 20 stranieri non ti possono dare. Noi ci stiamo provando, non so se ci riusciremo. Lo sforzo per avere uno zoccolo duro di italiani in squadra lo stiamo facendo", ha aggiunto il mister toscano.
Sarri non considera morto il calcio italiano: "Se è morto? No, però si può discutere su quanti calciatori siano rappresentativi del movimento italiano. Se vedi le squadre che sono in vetta, che giocano la Champions, di italiani in campo ne vedi 5 o 6. Nel mondo ci sono tanti giocatori di pallone stupendi, ma di calcio pochi".
Sui problemi della Lazio: "Ci manca un pizzico di continuità, abbiamo lasciato punti per strada in maniera superficiale. Non abbiamo fatto bene in Europa e questo credo sia stata una scelta inconscia a livello di gruppo, forse proprio a livello di ambiente. Abbiamo un percorso ancora lungo se vogliamo diventare e ritenerci una grande".






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