Santacroce: "Cassano strizzava il sedere. La maxi-rissa con Lavezzi e lo scherzo di Cannavaro"

L'ex difensore di Napoli e Parma torna in campo a 40 anni e racconta aneddoti della sua esperienza in azzurro. Parole dolci per il Pocho.
Fabiano Santacroce, ex difensore di Napoli e Parma che ha compiuto 40 anni lo scorso agosto, ha ceduto al richiamo del calcio giocato e ha così deciso di rimettersi gli scarpini. La sua storia calcistica ripartirà dal Magma Napoli, club di Prima categoria capitanato da un'altra vecchia conoscenza della Serie A, Reginaldo.
Santacroce: "Cassano strizzava il sedere"
Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Santacroce ha raccontato anche alcuni aneddoti del passato: "In campo ne ho viste di tutti i colori. In una gara contro la Sampdoria, loro avevano una bella squadra, ero teso. A un certo punto, mentre eravamo in campo, sento: 'Santa, Santa'. Era Antonio, che mi dice: 'Guarda cosa faccio adesso'. Andò da un mio compagno di squadra, che lui conosceva bene, e gli strizzò il sedere. Scoppiammo tutti a ridere, in piena partita. Era un folle".
Poi parole sui calciatori più forti affrontati: "Pato nel suo primo anno al Milan era impossibile da marcare. Anche Hernan Crespo è stato uno quelli che mi ha dato più fastidio: aveva un'intelligenza tattica smisurata. Ricorda la scena della partita in spiaggia in "Tre uomini e una gamba" di Aldo, Giovanni e Giacomo? Ecco, sfidare Crespo era così. All’improvviso spariva, sembrava fosse nascosto sotto la sabbia".
"La rissa con Lavezzi ed il chiarimento"
Santacroce ha fatto scintille con Ezequiel Lavezzi, suo compagno: "Sono arrivato al Napoli nel 2008, avevo 22 anni. Al primo mese in azzurro, durante una cena, Lavezzi iniziò a lanciarmi cubetti di ghiaccio. Io reagii scagliando una bottiglia di Coca-Cola che colpì il gruppo dei sudamericani. Ci fu una maxi-rissa con un inseguimento sul lungomare di Napoli. Eravamo circa 10 auto, fu un delirio. Il giorno successivo ci siamo confrontati e abbiamo chiarito. Da quel momento, io e il Pocho siamo diventati grandi amici. Ci sentiamo ancora oggi".
"Paolo Cannavaro accelerò col T-Max, quasi mi investiva"
Su Cannavaro, Paolo: "Stavo attraversando la strada in centro a Napoli, lui in sella al suo T-Max con il casco integrale ha iniziato ad accelerare, quasi mi investiva. Ero pronto a litigare, poi si è sfilato il casco: 'Ti sei spaventato, eh?'. Ci siamo abbracciati".








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