Sacchi: "USA 1994, ci fu un errore politico. I ragazzi arrivarono lessati, chiesi a Matarrese..."
In un'intervista a Libero l'ex allenatore Arrigo Sacchi è ritornato a parlare della sconfitta contro il Brasile ai Mondiali di USA 1994.

Intervistato in esclusiva dal quotidiano Libero, Arrigo Sacchi ha risposto così alla domanda sui rimpianti nella sua carriera da allenatore di successo a partire dagli anni ottanta: "No. Solo il dispiacere di veder valutati come non positivi risultati eccelsi".
"Il secondo posto a Usa ’94, dopo la finale persa ai rigori contro il Brasile. Esatto e per un errore politico. Un anno prima aveva chiesto al presidente Matarrese di fare in modo di non giocare la fase iniziale a New York, dove a luglio ci sono 40 gradi e un’umidità del 100%. Non ci fu consentito. Andammo avanti in quel mondiale ma i ragazzi arrivammo a Pasadena lessati" ha aggiunto l'ex ct della Nazionale italiana.
Poi sul calcio italiano di oggi: "L’Italia ha vinto con merito quattro mondiali e tante coppe europee con i club. Ma il calcio, e per decenni, non è stato visto come uno sport di squadra nel quale si deve offendere tutti insieme bensì come una disciplina individuale dove ci si deve soprattutto difendere".
Chiusura di Sacchi sulla Juventus: "Ho l’impressione che Motta, che è un allenatore molto bravo, nella Juve fatichi a estirpare il concetto secondo cui vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta. Motta se la deve vedere con 50 anni di tradizione diversa dalle sue idee".








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