Sacchi su Mihajlovic: "L'anno scorso gli dissi queste parole. Amava troppo il calcio"

Le parole dell'ex ct dell'Italia: "Era pių bravo come giocatore, ma il suo calcio mi piaceva. Era umile e voleva imparare. Non era presuntuoso".
Arrigo Sacchi, ex commissario tecnico della Nazionale, in passato allenatore del Milan, ha parlato di Sinisa Mihajlovic, scomparso due giorni fa a causa della leucemia. Ecco il suo pensiero a La Stampa: "Era un grande giocatore, un signore generoso, l’anno scorso gli ho detto 'ricorda che tu hai una squadra, ma hai anche e soprattutto una famiglia'. Eravamo al telefono, quando ho riattaccato, ho pensato: questa malattia non ti fa star male, ti porta via. Ci sono passato, un mio caro amico, un fratello, è morto dello stesso male quattro anni fa e si comportava proprio come Sinisa, pensava che continuare a fare finta di nulla lo avrebbe tenuto sulla terra più a lungo. Non è stato così".
Crede che Mihajlovic fosse consapevole di avere poco tempo?
"Per niente. Lo chiamavo e gli ripetevo 'non devi prendere neanche un colpo d’aria'. Lui amava troppo il calcio per immaginarsi senza e poi si sentiva un uomo forte. Indistruttibile".
Mihajlovic era sacchiano?
"Era umile e voleva imparare. È stato tre giorni a vedere l’Empoli di Sarri quando lui allenava già in serie A. Non era presuntuoso".
Che allenatore che era Mihajlovic?
"Più bravo come giocatore, ma un tecnico coraggioso e il suo calcio mi piaceva. La vedeva giusta, seguiva un pensiero controcorrente in un Paese che ha paura, lui non ne aveva. Il dramma dell’Italia è che non c’è più audacia e si è persa l’innovazione".






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