Sacchi: "Il Milan ha un problema, ma andare via Pioli non serve"
Arrigo Sacchi, ex commissario tecnico della nazionale italiana, ha parlato del difficile momento del Milan nella sua intervista alla Gazzetta dello Sport.

Il Milan è reduce dal 2-2 in casa della Salernitana, ultima in classifica. Sono più di 30 gli infortuni della stagione, la situazione sembra davvero grave. In questo contesto Stefano Pioli rischia la panchina. La dirigenza per adesso lo conferma ma i dubbi sull’allenatore emiliano divento sempre più pesanti. Ecco il pensiero di Arrigo Sacchi alla edizione odierna della Gazzetta dello Sport: "Quando ci sono situazioni del genere non bisogna cercare il colpevole, ma concentrarsi sui possibili rimedi. Devono farlo i dirigenti, l’allenatore e i giocatori".
"Il problema del Milan? Semplice: non è una squadra. O meglio: lo è a volte e poi ritorna al buio. Non ha continuità, troppo altalenante. A Salerno non c’era un collettivo, ma un gruppo sparpagliato per il campo. Ognuno fa per conto suo. La difesa è in difficoltà, perché gli attaccanti non aiutano. Questo è il vero problema", ha aggiunto Sacchi.
Mandare via Pioli potrebbe essere la soluzione?
"Non credo che si risolva il problema mandando via l’allenatore. Pioli ha fatto ottime cose, ma non è riuscito a dare continuità al suo lavoro. Però va detto che non so se ci sia in giro uno in grado di dare continuità a questa squadra".
Dove nascono gli errori del Milan?
"A mio avviso nel mercato estivo. Sono stati acquistati soltanto giocatori stranieri, che non venivano da esperienze brillanti e, in più, dovevano abituarsi al calcio italiano. Ma lo vogliamo capire che per un ragazzo che arriva dall’estero è complicato sintonizzarsi sulla nostra lunghezza d’onda? Hanno avuto difficoltà anche grandissimi campioni. Se costruisci una squadra completamente nuova e basata sugli stranieri, sarebbe necessario avere pazienza. Ma la pazienza nel calcio, si sa, è una merce rara".








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