Sacchi: "Guardo le partite senza audio, ci illudiamo che siamo un grande Paese"

L'ex tecnico del Milan ha parlato alla Gazzetta dello Sport: "Siamo un Paese che si illude di essere grande, nel suo intimo consapevole però di contare poco o nulla".
Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan, è stato protagonista di un'intervista alla Gazzetta dello Sport. "È giusto considerare Ruud Gullit il simbolo di quella squadra? Ruud è forse la persona che più di tutte ha capito e accettato l’ossessione che mi ha sempre divorato. Per il calcio, si intende. Cosa rese quel Milan la squadra italiana più forte di sempre? Aggredivamo, e costruivamo. In un Paese dove in qualunque campo si tende a vivacchiare, noi eravamo l’eccezione".
Perché l’Italia le piace così poco? "Rimaniamo sul calcio, in fondo siete voi giornalisti che ogni due per tre lo definite come una metafora della vita. Siamo un Paese che si illude di essere grande, nel suo intimo consapevole però di contare poco o nulla. Vedo commentatori, ex giocatori ed ex allenatori che in televisione sostengono che tutto è eccezionale, fantastico, ma poi a microfono spento sostengono l’opposto".
Oggi lei come guarda le partite? "Con l’audio a zero. Il nostro declino nasce dalla propensione ad accontentarci del risultato raggiunto con il minimo sforzo, senza guardare mai alla partita, al domani, a quel che poi resterà. Dovremmo sforzarci di pensare in modo collettivo e propositivo. Invece aspettiamo gli eventi e gli avversari, seguendo la nostra indole eterna, poi cerchiamo di uccellarli, come diceva sempre un suo collega".






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