Sacchi, frecciata ad Allegri: "Juventus? No, impressionato da un'altra squadra italiana"

Arrigo Sacchi, ex commissario tecnico dell'Italia, ha toccato diversi argomenti nel corso del suo intervento: dall'Inter alla Juventus.
L'ex allenatore di Milan e Nazionale, Arrigo Sacchi, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista alla Gazzetta dello Sport: "Inter? Intanto, cominciamo col dire che ha fatto notevoli progressi rispetto alla passata stagione e adesso è vicina a essere una squadra di alto livello europeo. Serve ancora più coraggio. Bisogna essere padroni del gioco e per farlo non si può avere un sovrannumero di giocatori in difesa. Si deve giocare a sistema puro: se gli altri schierano due attaccanti, tu li affronti con due difensori, senza bisogno del classico libero all’italiana. Altrimenti si perde un uomo a centrocampo e si va in difficoltà. Il pressing aiuta a sostenere l’uno-contro-uno anche in fase difensiva: lo si deve fare di più".
CALCIO ITALIANO - "Che non siamo lontani dalle squadre di altissimo livello, però si deve insistere nel lavoro. Bisogna avere un gioco collettivo, dove tutti partecipano alla fase difensiva e a quella offensiva, bisogna fare più pressing e soprattutto bisogna tenere presente che le squadre straniere sono più brave ad attaccare che a difendere. Dunque, noi dobbiamo avere il coraggio di andare nella loro metà campo per creare loro dei pericoli, e non stare rintanati davanti alla nostra area e aspettare il momento del contropiede. Usciamo con coraggio dall’italianità e avviamo un percorso di innovazione".
JUVENTUS - "Negli ultimi anni l’Atalanta è stata quella che mi ha impressionato di più, facendo anche un rapporto tra spese e risultati ottenuti. La Juve, che ora se la vedrà con il Villarreal, ha investito tantissimo, ma recentemente non ha fatto molto in Europa, nemmeno quando c’era Ronaldo. Ciò significa che il collettivo conta più del singolo e che il gioco è come la trama di un film: unisce i protagonisti e li fa rendere al meglio. Va interiorizzato, processo difficile da compiere, ma se c’è la volontà di tutti si può fare".
IN EUROPA - "Adesso c’è ancora la Juve in corsa, e magari può arrivare a quel trofeo: non mettiamo limiti. Anche la squadra di Allegri, ultimamente, sta facendo progressi. Certo, undici anni sono tanti, e tanti sono stati i soldi spesi. La questione fondamentale è che i giocatori devono essere scelti bene: bisogna guardare prima alla persona, alle sue doti morali, al suo entusiasmo, alla sua voglia di apprendere e di sacrificarsi, alla sua umiltà. Solo se sei umile, sei disposto ad apprendere. E senza la conoscenza non ci possono essere né coraggio né innovazione".






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