Sacchi contro Coverciano: "Situazione ridicola: l'Italia è il Paese del clientelismo"

Servono un tot di partite in Serie A o B per essere ammessi. "Io, Zeman, Mourinho, Eriksson non potremmo. Siamo prigionieri del passato".
Arrigo Sacchi, ex commissario tecnico della Nazionale e in passato allenatore anche del grande Milan degli olandesi, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista alla Gazzetta dello Sport contestando il metodo di Coverciano dove, come si legge sul quotidiano milanese, chi vuole ottenere il patentino da allenatore di Prima Categoria Uefa Pro, cioè il massimo, deve avere nel curriculum un certo numero di partite giocate in B, in A o in Nazionale. Regole che escluderebbero diversi grandi allenatori
Ecco le parole dell'ex allenatore: "Stando alle regole attuali non avrei il patentino, questa è una situazione ridicola, oltre che ingiusta. Non capisco: ma per essere un bravo fantino devo essere stato un cavallo? Qual è il criterio? Io avrò fatto onore al calcio italiano o no? Eppure non ho mai giocato oltre la Quarta Serie. In questo sistema sento lo sgradevole puzzo delle consorterie e del clientelismo, che sono cose tipicamente italiane. C’è un solo metodo per superare il problema: liberalizzare. Il nostro calcio ha bisogno di rinnovarsi per continuare a generare interesse. E per rinnovarsi ci vogliono le idee. Si deve svecchiare l’ambiente, aprire le porte e le finestre, fare entrare aria fresca. Altrimenti resteremo sempre prigionieri del passato e dei soliti luoghi comuni".
Su Davide Ancelotti: "Ma lo sapete che il figlio di Carlo non è stato ammesso a Coverciano? Lui non ha mai giocato in A e nemmeno in B, ma è da diversi anni che fa il secondo di suo padre e mi pare che abbia contribuito non poco ai successi del Real Madrid: basta leggere che cosa dicono di lui i giocatori. Bene, per avere il patentino di Uefa Pro è dovuto andare in Scozia. Vi sembra normale? Ma dove crediamo di arrivare se continuiamo a mettere delle barriere? Ci sono gli esempi del sottoscritto, di Zaccheroni, di Zeman, di Mourinho, di Eriksson, di Klopp: non mi risulta che siano stati giocatori di alto livello, eppure sono grandi allenatori. L'Italia, in tutti i campi, è un Paese che non premia il merito e dove è impossibile fare squadra".






Genoa Napoli probabili formazioni: le scelte di Allegri
Napoli, colpo in attacco: ecco i 3 obiettivi di Manna
Finalmente è fatta! Trattativa chiusa, Allegri accontentato
Gabriel Jesus-Napoli, pro e contro dell'attaccante brasiliano
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it


