Sabatini perplesso: "Un villaggio vacanze, valori a picco. Una situazione mai vista"
In un editoriale su Calciomercato.com il giornalista sportivo Sandro Sabatini ha analizzato la situazione complicata di una big italiana.

In un articolo tra le pagine di Calciomercato.com, Sandro Sabatini si è tolto qualche sassolino dalle scarpe sulla Juventus: "Chiesa al centro del villaggio. Villaggio vacanze? Meglio evitare l’ironia. L’argomento è delicato. Chiesa al centro di un villaggio, quello abitato dai fuori rosa. Il punto è proprio questo: a chi giova? E di seguito un’altra domanda: chi ha deciso? Chiesa rappresenta la classica punta di un iceberg composto da detriti di milioni. Sia milioni d’ingaggio che di cartellino. Milioni come detriti, cioè soldi deteriorati. Un evidente crollo di valutazioni sul mercato".
"Facciamo i conti. Oltre a Chiesa, sono fuori rosa Szczęsny, McKennie, Milik, Kostic, Rugani, De Sciglio, Nicolussi Caviglia, il “solito” Arthur, il misterioso Djalò e perfino i giovani Barbieri e Nonge. A spanne, da Chiesa a Nonge passando per tutti gli altri, la Juve ha in mano “azioni” il cui valore diminuisce giorno dopo giorno, quasi come il crollo delle borse raccontato dalle cronache economiche di ieri. Prendeteli come conti fatti in casa, una via di mezzo tra le ipotetiche (spesso esagerate) valutazioni di Transfermarkt e il foglio a quadretti dei primi compiti di aritmetica" ha proseguito il giornalista sportivo.
"In partenza, a inizio giugno: Chiesa 25-30 milioni, Szczęsny 8-10, McKennie 15-20, Milik 10-12, Kostic 8-10, Rugani 4-5, De Sciglio 2-3, Nicolussi Caviglia 6-7, Arthur impossibile da definire, Djalò pagato 4 appena sei mesi fa, Barbieri 3-4 e Nonge 2-3. Aspettando di conoscere le imminenti destinazioni e valutazioni ufficiali di Nicolussi Caviglia (Venezia) e Barbieri (Cremonese), si va da un minimo di 87 a un massimo di 108, più Arthur, naturalmente…".
"Se nessuno va via, a fine agosto il valore quasi si azzera, perché i più importanti sono in scadenza 2025. A chi giova? Non alla società, ovvio: mancano i soldi per completare il mercato con “un uomo per reparto” (Giuntoli dixit) che, nel caso del trio Todibo-Koopmeiners-Galeno sarebbe appunto di almeno un centinaio di milioni, esclusi gli ingaggi. Non giova nemmeno ai giocatori che, giocando a braccio di ferro, rischiano di trascorrere una stagione intera da “fuori rosa”.
"Non giova a nessuno, lo capisce anche un bambino. Ma è altrettanto ovvio che rischia di più la sostenibilità (e la competitività) della Juventus, rispetto alla situazione di qualsiasi singolo giocatore. Seconda risposta promessa: chi ha deciso? Secondo le dichiarazioni rilasciate da Thiago Motta al termine dell’ultima amichevole, quella pareggiata con il Brest, ha deciso proprio l’allenatore in sintonia con Giuntoli. Non si configura dunque alcun attrito" ha concluso Sabatini.
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