Sabatini: "Il calciatore che non si spogliava con gli altri, gli facevo agguati per capire"
Walter Sabatini attraverso l'intervista che ha rilasciato sulle pagine della Gazzetta dello Sport ha raccontato alcuni retroscena sulla sua carriera.

Walter Sabatini, ex dirigente sportivo di Roma, Lazio, Palermo e Salernitana, attraverso l'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, ha raccontato alcuni aneddoti sui calciatori trattati durante le sue esperienze in giallorosso, nella squadra della Capitale.
Sul colpo Salah, per esempio, Sabatini racconta: "Andai a Londra 3-4 volte, lo incontravo dopo le 19 per il Ramadan, quando poteva bere. E mi sono trovato davanti un uomo vero, pieno di valori, pronto al sacrificio". L'ex giocatore giallorosso, poi, venne ceduto in Inghilterra. Dopo i trascorsi italiani tra la Fiorentina e la Roma, non è un caso che al Liverpool sia diventato uno dei calciatori più forti al mondo, già si vedeva in Italia di quale pasta era fatto.
Poi parla dell'acquisto di Dzeko: "Prenderlo è stata dura soprattutto per Martina, che è un suo amico di famiglia. Ci siamo visti a Trieste, in 7-8 ore di macchina l’ho intossicato con le sigarette. Fuma anche Silvano, ma un conto è una sigaretta e un altro morire in una nube tossica. Dzeko è il falso nove per eccellenza: un po’ dieci e un po’ nove".
Infine un retroscena inedito su Nico Lopez: "Un giocatore che tenevo nascosto in albergo. Era un ratto al Nacional. Grande giocatore, esordì con un gol su pallonetto al Catania. Ma la personalità in campo si scontrava con l’uomo. Nico aveva un problema, non si spogliava con gli altri. Mai saputo perché facesse questo, nonostante gli agguati che gli facevo per capire".
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