Sabatini elogia Pio Esposito e lo paragona ad un ex campione del Napoli: "Sono incazzato"
Il direttore sportivo che portò Gattuso al Perugia quando aveva appena 13 anni, ha attaccato duramente la Federazione italiana.

Walter Sabatini, ex direttore sportivo di Roma e Inter, nel suo editoriale su Cronache di Spogliatoio ha analizzato Italia-Norvegia 1-4 che costringe la nazionale del nostro paese ai play-off per la qualificazione al prossimo Mondiale in programma il prossimo anno.
Queste le sue parole: "Sono parecchio incazzato per il risultato di ieri. Adesso partirà la crociata contro i nostri calciatori, invece sono fortissimi e non devono perdere credibilità interiore. leri, mentre guardavo la partita, ero contento dell'1-0. Peraltro Pio Esposito è un grande centravanti, ha le movenze di Beppe Savoldi (ex campione del Napoli, ndr). Dovevamo tenere il risultato, invece siamo affogati. Ci tenevo alla vittoria, era il modo perfetto per introdurre i playoff. Così ci arriviamo da pungiball, andiamo a testa bassa. È una partita che lascerà il segno".
Sabatini ha poi aggiunto: "Trovo ingeneroso parlare male di Gattuso, che nel primo tempo ha dato segnali. Rino è un mio ragazzo, lo portai tredicenne a Perugia: bisogna dargli credito e forza, ora è importante che pensi alle cose giuste. Lo stage in più è una cavolata, le Nazionali portano infortuni e stress ai club già cotti. Gattuso deve andare a trovare i calciatori, passarci del tempo insieme per ricostruire l'autostima. Una lotta al vertice così serrata può solo aiutare, anche perché un conto è giocare per giocare, un conto è giocare per vincere. I calciatori dovranno ritrovare forza attraverso i risultati nei club. Perché io ora già li vedo i commenti disfattisti, questo stato d'animo arriva ai giocatori".
Poi la bordata alla Federazione: "Siamo un popolo dell'8 settembre, da armistizio, altro che cantare l'inno prima della partita. Ora sarà démodé creare un'atmosfera positiva intorno all'Italia ma è quello che serve. Chiedete a Londra se Calafiori è scarso, a Newcastle che ne pensano di Tonali o a Manchester se Donnarumma è forte. Ho provato un certo imbarazzo nel sentire che la Norvegia è più forte dell'Italia. Certo: ci è stata superiore, Nusa ci ha fatto diventare matti, Halaand fa un altro sport. Il problema è che la Nazionale non ha assunto il carisma della Nazionale. La Federazione ha creato un clima di improvvisazione, per la scelta e il modo in cui ha cacciato Spalletti. Abbiamo dato l'immagine dei viandanti, mentre la nostra storia è il calcio. Il suo licenziamento è una vergogna nazionale che ha portato la scelta ad un pool ristretto di nomi".
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