Sabatini: "Bravo Conte a cambiare tutti. A Salerno ho reso felice una città"
Walter Sabatini, ex dirigente di Roma e Salernitana, ha parlato anche del Napoli nel corso della sua intervista.

L’ex direttore sportivo della Roma, Walter Sabatini, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport. Si è soffermato, tra le altre cose, sulla situazione travagliata che sta vivendo la compagine giallorossa e sulle favorite per la conquista dello Scudetto.
Perché il calcio dovrebbe scommettere ancora su di lei? "Le rispondo con la mia solita arroganza: perché sono ancora il migliore. Solo che l’avvento della cultura americana, dello scouting fatto dai presidenti sta facendo perdere quota al ruolo del direttore sportivo. Ma un ds fa tante cose, è il vero mediatore di ogni situazione psicologiche, non solo tecnica. Per gli americani siamo una figura invadente".
Che campionato sta vedendo? "Meraviglioso: tante squadre competitive e sorprese finali assicurate. L’Atalanta può vincere il titolo, squadra forte e consapevole. Deve solo evitare di diventare prigioniera della scaramanzia: la parola scudetto si può nominare e ci si deve credere. Ma la più competitiva resta l’Inter, per qualità e rosa. Poi succedono cose inaspettate, come la resurrezione del Milan che sembrava destinato al grigiore ed invece Fonseca ha recuperato smalto e credibilità. Il Napoli anche è forte: non condanno la scelta di Conte di cambiare tutto in coppa, i gruppi si tengono anche così. La Juve? Un paradosso: mi piace, è un po’ farraginosa, fa fatica a trovare la porta, ma la partita la fa sempre, presto comincerà a rosicchiare punti. Koopmeiners finora è stato una comparsa, Douglas Luiz non lo considererei neanche più. Il miglior giocatore è Cambiaso".
La Roma ha speso più di 120 milioni sul mercato ed è quindicesima. Dov’è l’errore? "Non conosco Ghisolfi, ma per le scelte fatte non sono un suo ammiratore. Non ha portato sostanza. L’unico giocatore che ne ha è Koné, che ha voluto a tutti i costi De Rossi, altrimenti non sarebbe arrivato. Gli altri sono tutti aggregati, non ci sono giocatori che possono fare la differenza. Tolto Dybala… Dovbyk è un buon giocatore, ma non ha la giocata felice e con grazia, fatica a trovare la porta. Si impegna, lotta, ma non è con i Dovbyk che si vincono i campionati. Le Fée è un playmaker che sa giocare, ma ci vuole un motore diverso per la Roma. Lui come Pirlo? Ranieri ha voluto legittimare un acquisto, un allenatore deve anche proteggere la società".
Errori e gioia della sua carriera? "Errori tanti, come quando ho lasciato l’Inter, accettando condizioni che non avrei mai dovuto accettare. La salvezza della Salernitana mi ha reso fiero, perché ho reso felice una città. Certo, poi quando rivedo la Roma di Nainggolan, Salah, Dzeko, Totti, De Rossi, Strootman e Pjanic resto imbabolato e un po’ frustrato. Era una squadra pazzesca, con un professore come Keita".
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