Rocco Hunt: "Ho rifiutato di scrivere l'inno del Napoli. Retroscena su Pino Daniele"

Il cantante salernitano Rocco Hunt ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Corriere dello Sport parlando anche dell'inno del Napoli.
Rocco Hunt, pseudonimo di Rocco Pagliarulo, cantante e rapper italiano di Salerno che nel 2014 si è imposto sulla scena vincendo il Festival di Sanremo nella sezione Nuove proposte con il singolo Nu juorno buono, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Corriere della Sera: "Mi chiesero di scrivere l’inno del Napoli? Dissi no e vi spiego perché. Sarebbe stato un grandissimo onore ma era più giusto che lo facesse un napoletano doc, che se lo sente sulla pelle".
Chi sono i suoi migliori amici nella musica?
"Clementino, ci frequentiamo da tanto. E Geolier, fenomeno del momento, usciamo insieme quando passo per Napoli. Da piccolo era un mio fan, ha voluto la torta di compleanno con la mia faccia sopra. Rappresentiamo il riscatto di noi che cantiamo in dialetto, ormai è stato sdoganato".
C’era già stato Pino Daniele
"Le radio passavano solo le canzoni in italiano. Zio Pino. Ho avuto l’onore di cantare con lui al Palapartenope. L’avevo incontrato negli studi di Radio Dj, mi ero imbucato per conoscerlo. 'Uè uagliò, che tieni da fare a dicembre?'. 'Niente, Maestro, specie se mi volete voi'".
Chiama Maestro anche Gigi D’Alessio?
"Con Gigi ho più confidenza. Poi c’è Eros, tra noi c’è un grande affetto. Registravo nel suo studio, facevo una cover di Edoardo Bennato: Un giorno credi. Entrò e cantò con me il ritornello. Ho un buon rapporto anche con Jovanotti, l’anno scorso sono stato al suo Jova Beach Party, abbiamo suonato insieme, forte, è stato di ispirazione per il mio percorso".








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