Rider rapinato a Napoli: "Perdono i miei aggressori, colpa dei genitori"

Gianni Lanciato, padre di due figli, si rivolge alle famiglie dei suoi rapinatori: le responsabilità sono di chi li ha cresciuti.
Gianni Lanciato, l'ormai noto rider aggredito e rapinato a Napoli (Calata Capodichino) nei giorni scorsi, ha rilasciato un'intervista ai taccuini de 'Il Mattino'. Queste le sue considerazioni: "Cosa è accaduto quella notte? Era l'una. Avevo appena fatto una consegna di cornetti in via Ianfolla a Secondigliano. Come tutti i riders faccio anch'io sacrifici lavorando in scooter fino a tarda notte ed esposto alle intemperie. Non mi sono accorto di nulla, nonostante guardassi lo specchietto come sempre per evitare aggressioni o notare anomalie ed eventualmente allontanarmi subito. Invece all'improvviso mi sono visto accerchiato prima da due motorini con due persone a bordo e poi da uno con altri due passeggeri", ha affermato.
Lanciato ha poi aggiunto: "Se provo odio per questi ragazzi che mi hanno brutalmente aggredito? No, assolutamente. Anzi, li ho già perdonati nel momento stesso in cui mi picchiavano. Piuttosto vorrei lanciare loro un appello. Di chi è la responsabilità? Dei genitori. I figli sono i riflessi delle loro famiglie. Ecco perché poi succede che questi ragazzi non si rendono conto che stanno bruciando il loro futuro", .ha concluso il cittadino partenopeo, cinquantenne padre di due figli.






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