Real Madrid, Davide Ancelotti: "Io e papà simili, ma spesso in disaccordo. Il Bayern e i cambi..."
Davide Ancelotti, figlio di Carlo, tecnico dei blancos, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky a 24 ore dalla semifinale di Champions vinta contro il Bayern.

Davide Ancelotti, vice allenatore del Real Madrid e figlio di Carlo, titolare di cattedra alla guida dei blancos, si è concesso ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria contro il Bayern Monaco che vale la qualificazione alla finale di Champions League contro il Borussia Dortmund. Queste le sue parole: "È successo quello che siamo abituati a vivere qua, sembra incredibile abituarsi a certe cose. Anche ieri è stata una serata fantastica. Se i tifosi del Real hanno esultato al gol dei tedeschi? No. Esultare no, ma è vero che qui, visto il passato e la storia di questo club, sanno che possono succedere cose speciali e quindi ci credono un po' tutti. E lo trasmettono alla squadra. Penso che in questa competizione solo il Real Madrid sia così. Si vivono notti veramente speciali, soprattutto in questo stadio".
Ed ha proseguito: "È stata una stagione ricca di difficoltà, a partire dagli infortuni di agosto, Courtois e Militao, quello di Alaba a novembre, il mese di dicembre è stato travagliato con altri problemi. Questo ha unito molto il gruppo, tutti hanno fatto un passo avanti e sono stati partecipi. È veramente bello lavorare con questo gruppo, c'è uno spirito di squadra straordinario".
Su Joselu, eroe della serata: "La sua storia è bellissima. È cresciuto nella nostra cantera, è sempre stato tifoso del Real Madrid, è andato in giro per il mondo, ha fatto esperienza: parliamo di un ottimo giocatore. Questo gli ha permesso di essere in area nei due gol, non è un caso".
Sui cambi che hanno deciso la partita: "Quelli di Camavinga e Modric per Tchouameni e Kroos erano più o meno previsti: avevamo chiesto un lavoro importante a tutti e due in fase difensiva e di andare in avanti, di pressare. Al 70' pensavamo di fare altri cambi, sono tutti calciatori straordinari. Brahim e Joselu sono entrati per avere un po' più di presenza in area dalla destra perché a sinistra vedevamo che Vinicius stava facendo benissimo. Avevamo bisogno di qualcuno pronto dentro l'area e sono stati bravi, in soli dieci minuti hanno dato quello che c'era da dare".
Inoltre ha proseguito: "Parlare con me è come parlare con Carlo? Caratterialmente non siamo uguali, ma simili. Mi ha educato lui, quindi probabilmente c'è questa somiglianza. La partita la viviamo in modo diverso, si vede che ho 30 anni in meno. Lui a Parma la viveva un po' più come me, era un po' più agitato. Dico che essere il suo secondo è bellissimo. Innanzitutto lo è essere con il proprio papà tutti i giorni, questa è la cosa più importante, poi è facile anche sul piano lavorativo perché non ci sono barriere. Posso sfidarlo e dirgli quello che penso sempre. Questo lo aiuta per aggiornarsi e per rimanere vivo. Se siamo spesso in disaccordo? Sì, sì, quasi sempre".
Sulla finale: "Dobbiamo essere contenti, festeggiare con i nostri tifosi domenica la vittoria del campionato e poi ci sarà tempo per preparare la finale perché giochiamo contro una squadra che ha dimostrato contro il PSG di meritare di essere lì. Va preparata bene, ma abbiamo la qualità e l'esperienza per farlo. Speriamo di vincerla".
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