Ranieri: "Mamma ci lavava nella bagnarola. Non sapevo nuotare, sul ponte di Castel dell'Ovo..."
Massimo Ranieri attraverso l'intervista rilasciata sulle pagine del Corriere della Sera ha raccontato la sua infanzia genuina tra i vicoli della vecchia Napoli.

Il noto cantante partenopeo Massimo Ranieri, attraverso l'intervista rilasciata sulle pagine del Corriere della Sera, ha raccontato la sua infanzia tra i vicoli di Napoli, precisamente al Pallonetto di Santa Lucia: "Io e mio fratello Aniello dormivamo di traverso in fondo al lettone. D’inverno mettevo i piedi contro il sedere di papà. Più una cucina e un cesso, lo chiamo così perché quello era, mica ci stava la vasca, mamma ci lavava nella bagnarola".
Mamma Giuseppina la chiamavano la "carabiniera": "Povera donna, era tosta, si faceva rispettare. Ci diceva: “Andate a faticare”. A 7 anni facevo il vinaio in una cantina, una grotta. Portavo i quartini agli operai che avevano la busta di carta in testa. Prendevo 200 lire a settimana. Sa come si dice: “A famm fa asci ‘o lupo da dint’'o bosco". Ha evidenziato con tanto di sorriso il noto cantante napoletano.
«O canti o ti buttiamo in acqua». "Mi mettevano sul ponte di Castel dell’Ovo, era alto. Non sapevo nuotare. La gente passava e lanciava i soldini nell’acqua, 20, 50 lire. I miei amichetti le raccoglievano, poi si divideva in parti uguali".
Ha imparato a nuotare? "A 40 anni, ma sempre con rispetto. Faccio tre bracciate finché si tocca, dopo basta".
Che sogni aveva Giovanni Calone, Gianni, anzi «Già»? "Nessuno, la sera ero talmente stanco. Cantavo per bisogno, per fame, nei ristoranti, ai matrimoni. Tornavo alle nove e mezza, mangiavo quello che c’era, il mattino dopo mi alzavo alle 7 per andare a scuola. Mio padre era operaio all’Italsider. Ricordo una sera, in cucina, lui e mamma che facevano i conti della mesata: “Ho preso 40 mila lire, Giuseppì, è andata bene”.








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