Pupo: "Avevo vinto Sanremo con Emanuele Filiberto, poi accettai il secondo posto"

Il cantante toscano Pupo ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista al quotidiano La Repubblica.
Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, in tour fino alla metà di dicembre nei palazzetti dei Paesi dell’Est: Lituania, Kazakistan, da sabato scorso in Russia per l’evento dell’emittente Retro Fm a Mosca, poi San Pietroburgo, Krasnoyarsk, Novosibirsk, Ekaterinburg. Il cantante ha rilasciato una intervista a La Repubblica: "La critica ce l'ha con me? Anch'io sono una persona critica, ho la tendenza a giudicare perché ho un’idea precisa delle cose. Non mi sono mai offeso, anche quando scrivevano quelle cagate su di me, o quando Enzo Biagi diceva che con la mia faccia da salumiere non potevo piacere al pubblico. Mi ha protetto il mio egocentrismo, il mio complesso di superiorità, delle critiche non me ne è mai fregato nulla".
A Sanremo 2010, con Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici, vi fischiarono, "Italia amore mio" venne definita "la canzone più brutta del secolo"
"Tra l’altro scritta interamente da me, musica e parole: diedi parte dei diritti del brano al principe Emanuele Filiberto per far diventare la canzone credibile, ma lui non c’entrava nulla: lo dico oggi per svincolarlo da tutte le responsabilità. Quel giorno ho goduto anche perché avevo previsto che la nostra canzone sarebbe stata eliminata la prima sera, ma poi sarebbe stata ripescata e infine avrebbe vinto il festival".
Come nacque quel trio?
"Era un progetto nato a tavolino. Ma da lì a dire che era la canzone più brutta del secolo ce ne corre, vuol dire un attacco contro il principe, non solo contro di me. Quando la canto per gli italiani nel mondo, si commuovono. E poi, a dirla tutta, la canzone non solo è arrivata seconda ma aveva vinto il festival, sono io ad aver accettato il secondo posto".
Dice sul serio?
"Prima della finale i vertici Rai avevano ricevuto una telefonata dalla presidenza della Repubblica (Allora il presidente della Repubblica era Giorgio Napolitano), temevano lo scandalo di un rappresentante di casa Savoia al primo posto a Sanremo. Avevano capito che avremmo vinto osservando il picco di ascolti record della serata in cui avevamo ospitato Marcello Lippi: quella sera si ruppe la chitarra, ci fu un attimo di impasse e allora Lippi fece un promo della canzone, cosa che non si poteva fare. Sabato mattina mi dissero che mi squalificavano e che avrei cantato solo come ospite; risposi che, pur avendo partecipato sei volte, non avevo mai vinto Sanremo: 'Mi toglierete la vittoria lunedì mattina, ma io stasera vinco il festival e poi ci vediamo in tribunale'. Pensarono a un accordo, mi proposero secondo, dissi: 'Secondo va bene'".






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