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Conte: "Voglio un Napoli con la faccia inca**ata. Di Lorenzo è un top, Kvara resta. Lukaku, Folorunsho e il modulo"

Presentazione di Antonio Conte come nuovo allenatore della SSC Napoli. Le dichiarazioni del tecnico dal Palazzo Reale di Napoli. All'interno anche il video della conferenza stampa.


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

26/06/2024 13:53 - Interviste
Conte: Voglio un Napoli con la faccia inca**ata. Di Lorenzo è un top, Kvara resta. Lukaku, Folorunsho e il modulo
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(Dal nostro inviato a Palazzo Reale) Il grande giorno della presentazione ufficiale di Antonio Conte è arrivato. Il nuovo allenatore del Napoli ha parlato conferenza stampa presso il teatro di corte del Palazzo Reale di Napoli. Il mister ha risposto alle domande dei giornalisti presenti.  Alle ore 15.22 il tecnico salentino è salito sul palco del teatro di Corte del Palazzo Reale di Napoli: "E' la prima volta che mi presentano in questo modo, c'è sicuramente un filo di emozione. Ringrazio sicuramente Napoli, perché di solito io prima di ricevere do qualcosa. Qui è successo il contrario, tanto entusiasmo, tanto affetto. Ora non mi resta che restituire".

"Quale identità chiederò al Napoli? Quello che posso promettere è serietà, una parola che spesso viene sottovalutata. La serietà nel dare tutto per il Napoli, nel trasmettere la mia cultura a livello lavorativo, quella che è la mia mentalità. Il trasmettere le mie idee calcistiche. L'obiettivo di un allenatore oltre primeggiare è rendere orgogliosi i propri tifosi. Il tifoso deve riconoscersi nella propria squadra, il nostro obiettivo massimo è rendere il tifoso orgoglioso dei propri giocatori, del calcio giocato. Quando si parla di maglia sudata, sapete bene che nel calcio c'è la vittoria e la sconfitta. Ma nella sconfitta non ci deve essere l'attenuante di non aver dato il massimo. Quello che posso promettere è che daremo il massimo, più del massimo perché a volte il massimo non basta".


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"La mia strategia, Napoli piazza difficile? Napoli è una piazza importante, passionale. Lo era e lo rimarrà aldilà di calciatori, allenatori, e proprietà. È una grande peculiarità la passione per il calcio e per la propria squadra. Da parte nostra cercheremo di alimentare questa passione, perché c'è già. Qui c'è un grande fuoco, magari farlo diventare ancora più alto tutti insieme, per cercare di raggiungere i nostri obiettivi".

"Cosa dovrò avere il mio Napoli? Cosa dovrà avere il suo Napoli? "La faccia incazzata, perché veniamo da un'annata in cui tante cose non sono andate nel verso giusto. Dovremo trasferire questa voglia di rivalsa nel campo, sotto tutti i punti di vista, a livello calcistico e comportamentale. Sul mercato cercheremo di fare le cose migliori aldilà di Sud America, Asia, Africa ecc.".

"Perché ho scelto il Napoli? È stata la prima scelta o è stato contattato da altri club? "Ho scelto Napoli per il progetto, questo deve essere chiaro. Ho firmato un contratto di 3 anni, il presidente è stato molto chiaro in quello che potremo fare. Perché si ripercorrerà in base a delle situazioni che sono compatibili con il club. Il progetto di cui abbiamo parlato col presidente è cercare nel breve tempo possibile il Napoli un'alternativa alle solite note. 14 anni che il Napoli è riuscito a rientrare in Europa, c'è stata una gestione giusta, si è vinto lo scudetto. L'anno scorso non è stata un'annata buona. Ci vorrà un po' di tempo e pazienza, io sono del 'chi ha tempo non aspetti tempo'. Cercheremo in tutti i modi di prenderci questa responsabilità. Questo è il progetto. Mi ha dato grande entusiasmo, ho sentito qualcosa in pancia. Non vedo l'ora di iniziare. Dall'estero era arrivata qualche proposta anche interessante, ma c'era una promessa col presidente che ci saremmo rivisti. A bocce ferme avremmo deciso se decidere di lavorare insieme o continuare ognuno per la propria squadra. Abbiamo trovato la giusta quadra in tutto, nella voglia, nell'ambizione. Io, il presidente e tutto il club cercheremo di dare fondamenta solide per qualcosa di importante che duri nel tempo".

"Come mi ha convinto De Laurentiis? Tu parli ad un uomo del Sud, sono nato a Lecce e conservo le mie origini. So cosa significa vivere al Sud e cosa rappresenta per il Sud il calcio. Per me questo è un ritorno a casa, da allenatore di una grande rappresentante del Sud. È una grandissima soddisfazione e un onore tornare al Sud da allenatore".

"Quanto serve per ricostruire il Napoli? Come ho detto prima 'chi ha tempo non aspetti tempo'. Io aspetterei già domani a fare battaglia su tutti i punti di vista. Poi bisogna essere anche realisti: due anni fa si è vinto lo scudetto, ma l'anno scorso si è terminati a 40 punti di distacco dalla squadra che ha vinto il campionato. Decimo posto e fuori dopo 14 anni dalle competizioni europee. Non bisogna pensare che si cambi allenatore e torni tutto facilmente come prima. C'è un grande progetto, secondo me non possiamo competere con le solite note per ingaggi e investimenti, perché parliamo di altre realtà. Però possiamo competere per lavoro, cultura del lavoro, sacrificio. Quando io ho detto 'Amma faticà', su questo non deve poterci battere nessuno. Su ingaggi e investimenti ci sono altre realtà. Però con la cultura del lavoro penso che possiamo colmare questo gap, non so in quali tempi ma sapete che non ho tanta pazienza nel fare il comprimario".

Poi ancora: "Non ho molta pazienza, come sapete, ma chi ha tempo non aspetti tempo. Stiamo gestendo le cose insieme al club, sono stato molto chiaro: prima di parlare di aspetti contrattuali ed economici io ho voluto solo una rassicurazione. Avrei deciso io chi sarebbe rimasto e chi avrebbe potuto prendere altre strade, su questo sono stato molto categorico. Ho trovato moltissima condivisione, ho chiamato tutti i ragazzi. Se parliamo di ricostruzione e poi diamo via i migliori... Alla fine chi farà parte del progetto sarà motivato al 100%,  è un messaggio netto. A Napoli non c'è nessuna confusione, ci sono chiarezza e idee".

"Voglio aggiungere una cosa a quanto ha detto il presidente: Di Lorenzo è un giocatore top, è il capitano, ma è anche una persona molto perbene e importante nello spogliatoio. Kvara idem, lo scorso anno c'è stata una frustrazione generale. Siamo tutti uomini, quest'anno deve essere una stagione di rivalsa. So la situazione di Osimhen, diversa rispetto alle altre. Io assisto. Se mi chiedete del calciatore vi dico che ha un livello altissimo, non posso entrare in altri discorsi fatti in precedenza. E che io ho accettato".

"Caprile e Meret? Meret è il nostro portiere, gode della massima fiducia da parte mia, ho già parlato con lui. Lui sa benissimo quali sono le mie richieste personali nei suoi confronti, parliamo di un portiere che ha delle massime potenzialità. Da parte mia gode della massima stima e fiducia. Al tempo stesso sta arrivando Caprile che sta facendo un percorso importante, dopo Bari ed Empoli. Abbiamo la fortuna di poter contare su due portieri che possono essere il futuro del Napoli".

"Napoli come la Juventus prima del mio arrivo? Il Chelsea due anni prima aveva vinto la Premier League, poi dopo aver mandato via l'allenatore erano arrivati decimi e l'anno dopo noi abbiamo vinto la Premier League. Penso sia stato qualcosa di incredibile perché in Premier League ci sono delle super potenze. Quello che io non posso promettere è sicuramente la vittoria, perché vince solo una. Posso promettere che iniziamo un percorso dove possiamo essere competitivi per la vittoria. Poi sapete bene che ne vince solo una ed è molto difficile. Lo dico spesso, testa bassa e pedalare, noi dobbiamo parlare poco, c'è poco da fare proclami. Facciamolo con i fatti non a chiacchiere. Sono la persona del fare, non sono il tipo di vendere aria fritta. Non sono neanche troppo paziente, questo purtroppo o per fortuna è la nostra forza. Noi dobbiamo solo stare zitti quest'anno".

"Napoli città più bella del mondo? Che Napoli sia una città bellissima e in espansione sotto tutti i punti di vista, perché leggiamo sui giornali Sicuramente il calcio è un veicolo trainante per la città. La passione che c'è al Napoli aldilà di tutto, ci sarà sempre. Napoli è malata di calcio. Malata in senso positivo. Ci sarà sempre questa passione che coinvolgerà tutti. Io in maniera obiettivo penso che la città debba migliorare di proprio conto. La città e il calcio possono migliorare di pari passo, ma sono due cose separate, ma poi c'è chi deve prendersi la responsabilità di continuare per proprio conto. Noi possiamo solo assecondare questa voglia, sarebbe bellissimo vedere il Napoli crescere dal punto di vista dell'economico e di pari passo il Napoli combattere come ha fatto in passato di portare gioia con più frequenza".

"Sfida più affascinante della mia carriera? Sicuramente è una sfida che arriva nel momento giusto. Penso di essere un allenatore che comunque ha maturato esperienze, che mi portano ad affrontare quest'affascinante sfida con grande voglia. Una persona mi ha chiesto: 'Ma non hai paura di andare ad allenare il Napoli?'. Ma paura di che? Per me è un piacere, sapendo le difficoltà della sfida. Chi mi conosce sa che ha me non ha mai regalato niente nessuno. Mai. Io quello che ho conquistato l'ho sempre conquistato con sudore e sacrificio, è quello che mi hanno insegnato i miei genitori ed è quello che cerco di trasmettere a mia figlia e ai miei giocatori. Noi dobbiamo capire che abbiamo il privilegio, la fortuna e il talento che ci ha dato il Signore, però dobbiamo anche sapere che il talento senza la voglia di lavorare, senza a volte anche l'ossessione di migliorarsi, non è niente. Io so che questa sfida arriva nel momento giusto per me come persona, perché ho proprio voglia di godermi questa passione e quest'entusiasmo. Perché per me la cosa difficile sarà di cambiare ecco l'entusiasmo e questa passione, però sono convinto di poterlo fare perché ci metterò tutto quello che ho, come ho fatto in passato, questo sia chiaro".

"Lukaku? "C'è tanta voglia di ripartire, non bisogna farsi prendere dal panico ripensando all'anno scorso, ma bisogna essere freddi e analitici. I giocatori sono validi, cercheremo di fare cose mirate per avere benefici per rinforzarci. Le competenze sono importanti, io so che posso migliorare i calciatori ma so che posso contare su una buona base. Lukaku è un grande giocatore, come Osimhen, quando ci sono si spera sempre di averli sempre dalla propria parte".

"Rinforzi in difesa? In casa siamo la quindicesima difesa del campionato. Il troppo difensivo o offensivo non porta da nessuna parte, serve equilibrio, non è colpa solo dei difensori e del portiere. Bisogna ripartire da lì".

"Senza coppe si lavorerà di più? Mi piace lavorare il giusto, il pallone è diventato molto più utilizzato, quando ero io calciatore lavoravamo tre volte di più. A volte attraverso la fatica conosci te stesso, lo stress e la difficoltà. Sono stato allenato da un figlio di Napoli che non c'è più, il professor Ventrone, e mi piace ricordarlo".

"Kvara? Kvara rimane, sono stato categorico. Vi ho dato una notizia? No, l'ha data il presidente. E' un giocatore come ce ne sono sempre mano, fantasista, fa assist, gol, può giocare esterno o dentro. Esalteremo le sue caratteristiche, dobbiamo assecondarle. Lo faremo con lui, con Politano e con gli altri che abbiamo in rosa".

"Come dare la scossa? Con l'esempio. Quello di far vedere che io sono pronto a dare tutto, a proteggerli, a mettermi davanti a tutto, ma loro mi devono dare tutto".

"Fare crescere giocatori come Folorunsho e Raspadori? Assolutamente si, sono molto interessato dal vedere Folorunsho dal vivo, sono certo che Raspadori ci può dare tantissimo, Jack ha grandi colpi".

"Il modulo? Dal punto di vista tattico, le caratteristiche dei giocatori sono molto importanti. Noi abbiamo dei giocatori con caratteristiche importanti soprattutto dal punto di vista offensivo. Io penso che l'allenatore bravo è quello che mette i giocatori in condizione di esaltare le proprie caratteristiche. Io non andrò mai dietro a una mia idea per snaturare i calciatori che ci sono. Io cercherò sempre di trovare l'idea giusta per esaltare le caratteristiche dei nostri giocatori. Da un punto di vista tattico penso che saremo molto duttili, poi ci voglio lavorare con questi ragazzi, perché sto parlando di calciatori visti in televisione. La sostanza è quando io li ho sotto mano percepirò veramente le caratteristiche di ogni singolo giocatore. Poi una mia idea ce l'ho già, però la voglia sarà sempre quella di fare un gol in più dell'avversario altrimenti non vinciamo".

"Io sono tornato in pista, in Italia, mica per la statuina del presepe. Sono in debito nei vostri confronti. Risultatista o giochista sono da giornali, bisogna entrare nel cuore della gente e dei tifosi e dare il tutto per tutto e scrivere qualche pezzo di storia".

"Più facciamo e meno parliamo meglio è. Oggi mi sto dilungando troppo, ma dobbiamo conoscerci. Mi auguro che in questo mio percorso il Napoli non sia più vista come una squadra di passaggio ma come una meta". De Laurentiis è il primo ad applaudire: "Il calciatore deve venire qui sapendo che qui si viene per lottare a vincere. Se qualcuno non è contento sta con me, lo metto vicino, gli racconto qualcosa, fa parte del mio staff. Patti chiari e amicizia lunga".

"Chi è scontento è meglio che vada via? Non concepisco questo fatto che un giocatore sia scontento di restare, Napoli è una meta, un punto d'arrivo, non è un club di passaggio. Chi è scontento lo terrò vicino a me, gli dirò un po' di cose per fargli ritrovare la voglia".

Per rivedere la conferenza stampa in video clicca sul play sottostante:

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Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.

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