Pistocchi: "Italia, fascia capitano ad Immobile e non Di Lorenzo: c'è un motivo"
Il noto giornalista spiega le ragioni che avrebbero spinto Luciano Spalletti a dare l'investitura di capitano della Nazionale all'attaccante della Lazio.

Riflessione di Maurizio Pistocchi sulla Nazionale Italiana, affidate ai microfoni di Radio Fuori Campo, nel corso della trasmissione 'Fuori Gioco'. Ve ne riportiamo un estratto: "Innanzitutto, bisogna fare un punto preciso su quella che è la situazione del calcio italiano emersa negli ultimi quindici anni. Ebbene, la situazione è quella di un campionato nel quale le squadre più importanti, nel ruolo di centravanti, hanno quasi tutte dei giocatori stranieri e nella quale c'è solamente Ciro Immobile, nei top club di Serie A, ad essere presentabile per la Nazionale. Stiamo assistendo ad una carenza di attaccanti incredibile, considerando che, in passato, abbiamo avuto i vari Gigi Riva e Boninsegna, ma anche i Totti, i Del Piero, gli Inzaghi, i Vieri: tutti attaccanti eccezionali. Siamo in un periodo di recessione, determinato soprattutto da quelle che sono le scelte delle società, che preferiscono investire all'estero piuttosto che valorizzare i nostri talenti, e questo si riverbera anche sulle prestazioni della Nazionale".
"E' inutile, quasi assurdo, pretendere da Luciano Spalletti che desse alla sua Italia un'idea chiara dopo soli due giorni di allenamento. Ci vuole tempo e lavoro, ma il problema è che non c'è né tempo né modo di lavorare: la Nazionale si ritrova per pochi giorni all'anno e non ha le tempistiche per poter realizzare quanto fatto, ad esempio, da Spalletti con il Napoli. I successi passati dell'Italia arrivavano sempre quando c'era una squadra leader del campionato che portava molti giocatori in Nazionale: il famoso 'blocco Juve', quello del Milan, dell'Inter... E' sempre stato così. Il C.T. è costretto a lavorare con giocatori assemblati all'ultimo momento e con una serie di problematiche che determinano anche i risultati".
Parentesi anche sulla decisione di affidare la fascia di capitano a Ciro Immobile anziché a Giovanni Di Lorenzo: "Credo che Spalletti abbia fatto una scelta gerarchica, in base alle presenze, e che non abbia voluto dare l'impressione di nepotismo, nominando capitano un suo ex giocatore, con il quale ha peraltro un rapporto molto solido sul piano professionale ed umano. Stiamo parlando di una scelta abbastanza logica, sebbene, a mio modo di vedere, il capitano dovrebbe essere sistematicamente un centrocampista, perché quasi sempre è l'uomo più vicino all'arbitro e che potrebbe discutere e chiedere spiegazioni".
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