Piccinini: "Ecco perché Agnelli ha balbettato quando gli ho chiesto di Juve-Napoli. Mio padre..."

Sandro Piccinini, noto giornalista, ha rilasciato alcune dichiarazioni a TV Blog e ha raccontato i primi mesi a Sky.
“C’era curiosità da parte mia sul come mi sarei trovato. Ma c’erano garanzie di partenze: il direttore di Sky Sport Federico Ferri mi aveva garantito massima libertà, il conduttore Fabio Caressa è un fratellino, ha cominciato con me nelle tv locali, Paolo Di Canio era con me a Controcampo, il programma già lo conoscevo… insomma, c’erano tanti tasselli di sicurezza, non è stato un salto nel vuoto". Queste le parole di Sandro Piccinini in un'intervista rilasciata a TVBlog dopo i primi due mesi da opinionista di Sky Calcio Club. Ecco alcuni passaggi principali: "Dopo un paio di mesi il bilancio è positivo, comincio a divertirmi. All’inizio c’era un minimo di rigidità, in un ambiente nuovo sono abituato ad entrare in punta di piedi. Adesso c’è complicità, anche in onda".
Poi ha aggiunto: "Al Club fino all’anno scorso c’erano in studio solo ex calciatori o ex allenatori e si faceva un approfondimento tecnico. Quest’anno Ferri e Caressa hanno voluto inserire qualche elemento nuovo, ossia la mia figura, quella di un giornalista, ma anche ospiti di spettacolo, come Marcorè e Pezzali, che sono venuti nelle ultime settimane. L’esigenza è di andare incontro ad un pubblico un po’ più vasto e di uscire da un discorso prettamente tecnico. Io ho sempre ragionato da generalista, Controcampo era uno show da generalista, con molto pubblico in studio, calore, personaggi di diversa estrazione. Il senso è: se c’è da commentare un aspetto tecnico, Bergomi può dire la sua con più autorevolezza, se c’è da analizzare la normativa sul caso Juve-Napoli viene più fuori un giornalista. Fabio è stato bravo a trovare una buona intesa con tutti, sa distribuire bene il pallone, ecco".
Dopo il caso Juve-Napoli, le tue domande in diretta al Presidente bianconero Agnelli sono state interprete da molti tifosi antijuventini come una prova di forza contro un intoccabile.
"Ho fatto le domande che andavano fatte, il mio ruolo è fare domande e dare opinioni. Curioso che sia stata vista come una intervista aggressiva, ho solo chiesto se non gli dispiace vincere una partita a tavolino e se al posto del Napoli avrebbe fatto la stessa cosa. Agnelli ha balbettato? Ma solo perché non aveva la risposta pronta. Io penso di essere stato rispettoso. Mi fa sempre ridere quando uno juventino mi accusa di essere antijuventino, ripensando alla storia di mio padre che nella Juve ha giocato".







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