Pepe racconta Conte: "Un aneddoto con Buffon e Pirlo. Sapete cosa ci chiedeva sempre?"
Curiosi retroscena in arrivo dall'ex giocatore della Juventus Simone Pepe, che ha lavorato con Antonio Conte a Torino.

Simone Pepe, ex esterno offensivo della Juventus, ha parlato della sua esperienza professionale con Antonio Conte sulla panchina bianconera: "La settimana scorsa l'ho visto a Torino e posso dirvi che ancora non c'era nulla di chiuso. Nei tre anni con lui - racconta Pepe a calciomercato.com - sin dal primo giorno abbiamo percepito grande sicurezza, ce l'ha trasmessa fin da subito; oltre alla voglia di ripartire per vincere". L'intervista dell'ex giocatore italiano poi prosegue:
Ti aspettavi di vedere Conte al Napoli?
"Da qualche parte doveva ripartire, mi aspettavo che il Milan facesse un passo avanti per prenderlo".
Secondo te è l’uomo giusto?
"Sì, il Napoli ha fatto un affare. I risultati degli ultimi anni parlano per lui. E' andato alla Juventus e ha vinto, idem al Chelsea e all'Inter. Il Napoli si è ritrovato in una situazione particolare dopo lo scudetto, penso abbia fatto la scelta giusta puntando su Conte".
Riuscirà ad andare d’accordo con De Laurentiis?
"Non credo ci sia il rischio di contrasti, perché penso che dopo le ultime difficoltà della squadra il presidente darà carta bianca all'allenatore. In più c'è Manna, un direttore di spessore ha fatto grandi cose e rappresenta un valore aggiunto".
Ora però Conte va accontentato sul mercato.
"E' un allenatore vincente, ma è chiaro che bisogna mettergli a disposizione una squadra all'altezza".
È vero che è un allenatore molto esigente?
"Assolutamente sì, ma è giusto che sia così. Se vuoi essere il migliore, avere giocatori migliori, devi preparare ogni aspetto: Antonio crea delle macchine da guerra, sia a livello fisico che mentalmente".
Cosa chiedeva a voi?
"Un grande sacrificio fisico, però poi in partita volavamo. Io sono sempre stato un giocatore che ha corso molto, ma con lui ho lavorato sull'aspetto fisico scoprendo di avere ampio margine di miglioramento".
Avete mai discusso?
"Sì, capitava. Quando analizzavamo le partite al video lui era aperto al confronto, mi diceva sempre 'dimmi quello che pensi'. E io rispondevo sinceramente, se non ero d'accordo su un suo concetto glielo dicevo. Lui mi spiegava il perché era come diceva, e alla fine mi rendevo conto che aveva sempre ragione".
Ci racconti un aneddoto insieme a lui?
"Io ero uno di quei giocatori che prima della partita non ascoltava la musica, così giravo per lo spogliatoio come facevano anche Buffon e Pirlo. E capitava che parlassimo prima di una partita. Quando Conte mi vedeva mi diceva 'Ricordati che loro sono campioni che accendono e spengono l'interruttore come vogliono, te no. A me va bene che parli con Gigi e Andrea, ma non farmi arrabbiare in campo".
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