Patierno: "Trasporti Napoli un inferno, un miracolo che domenica non sia morto nessuno"
Il regista era in città nel giorno in cui si è disputata la partita di campionato tra la squadra di Spalletti e la Salernitana.

"È un miracolo che non ci sia scappato il morto". Francesco Patierno, regista italiano, era a Napoli nella domenica in cui gli azzurri hanno affrontato la Salernitana. "Sono rimasto veramente sconvolto - le sue parole riportate da Il Napolista - Pur conoscendo Napoli, per quanto uno sappia cosa succede in questa città, è stato un incubo assoluto. Avevo letto il piano trasporti, ho pensato: 'Vuoi vedere che l’organizzazione della squadra sta influendo anche su quella della città, come ho sempre sperato?'. Invece è stata una catastrofe. Sono stato testimone oculare di scene mai viste. [...] A Napoli quando c’è una partita succede sempre la stessa cosa: chi ha la macchina, ha solo il problema del traffico al ritorno, ma chi non la ha deve aspettare ore la metro e non trova mai un taxi. Io non sono mai riuscito a trovare un taxi, quando sono venuto a Napoli per le partite, nemmeno prenotando in zone più distanti dallo stadio. Ogni volta è la stessa cosa. Allora, visti i possibili festeggiamenti per lo scudetto, con una città tra l’altro piena di turisti, dove non si trovava neanche un posto in un b&b o in un albergo, ti aspetti che si tenga conto dell’esperienza pregressa per organizzare una cosa a prova di bomba… sono venuto da Roma tranquillo, convinto che ci sarebbe stata la possibilità di spostarsi a piedi".
E ancora: "Ho trovato una situazione allucinante. Sono venuto con mio figlio, abbonato in Curva B. Lui è rimasto in stazione per prendere la metro e andare subito allo stadio, io invece ho voluto fare un pezzetto a piedi. Avevo il biglietto per la tribuna, volevo prendere la metro più avanti, a piazza Municipio. L’ho fatto, sono arrivato alla stazione Museo per prendere la Linea 2 per lo stadio ed è stata una catastrofe. C’era già una massa immane di persone bloccata da più di un’ora con i treni che non passavano o erano talmente pieni che aprivano porte e ripartivano senza poter far salire nessuno. Intanto ho sentito mio figlio che era da un’ora e venti bloccato in stazione, ammassato insieme agli altri come bestie. Non li facevano nemmeno passare. Resto alla stazione Museo per un’ora, intanto anche gli irriducibili tornavano indietro, ho iniziato anche ad avere paura perché mancavano due ore all’inizio della partita. Mi ero ormai rassegnato a farmela a piedi, i taxi neanche si fermavano, alla fine sono arrivato a piedi fino a piazza dei Martiri e ne ho trovato uno lì, che mi ha portato allo stadio".
"Finita la partita, sapendo che alla metro ci sarebbe stata folla, con gli amici che pure dovevano tornare a Roma ho deciso di fermarci a mangiare qualcosa per aspettare che sfollasse. Dopo un paio d’ore siamo andati alla metro e c’era una situazione che sembrava l’inferno. Io mi sono sentito un deficiente mentre aspettavo la metro".
"È un miracolo che non ci sia scappato un morto, è bellissimo avere una città come un’enorme oasi pedonale, ma devi garantire un minimo di rete, devi anche prevedere le reazioni della massa quando si trovano bloccate, chiaro che diventano incontrollabili".
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