Pastore: "Visto il gesto dei calciatori del Napoli sul palco? Fatevene una ragione"

Rosario Pastore, giornalista, in un post ha commentato la festa di ieri allo Stadio Diego Armando Maradona.
Rosario Pastore, giornalista, in passato prima firma de La Gazzetta dello Sport, ha commentato le immagini della festa del Napoli. Questo il suo post: "Con un pizzico di apprensione, lo confesso, mi sono deciso di andare su Internet, per verificare se, durante i festeggiamenti, si fossero verificati incidenti. Com'era accaduto giusto un mese fa, quando lo scudetto era diventato ufficiale. Ebbene, al momento (scongiuri obbligatori) non ho trovato riscontri. Cosa che mi riempie d'orgoglio. Centinaia di migliaia di persone per strada, piazze storiche colme fino al limite della capienza, situazioni border line: tutte condizioni per favorire, in qualsiasi posto, comportamenti esagerati. Ebbene no, Napoli nobilissima è stata anche civilissima. La festa non è stata turbata dai soliti noti, è stata data al mondo, finalmente, l'immagine che meritiamo, quella di una città orgogliosa della sua storia. Un magnifico striscione, al Maradona, ricordava di Partenope, poi ribattezzata Neapolis, nata nell'ottavo secolo avanti Cristo, quindi, probabilmente, più antica di Roma".
Poi ha continuato: "Altra cosa: lo spettacolo allo stadio non sarà stato perfetto: e chi o che cosa lo è? Qualche caduta di stile c'è stata, è vero. Ma quando i campioni d'Italia si sono alzati esibendo, ciascuno di loro, la propria bandiera nazionale, abbiamo assistito ad un momento di altissimo livello, un gesto straordinario. Ovvero, la risposta più significativa a chi parla di etnie, di ceppi e sciocchezze del genere: Napoli è città aperta a tutto e a tutti, a prescindere dal colore e dalla provenienza, e superbamente lo testimonia".
Inoltre ha aggiunto: "Questi ragazzi sono tutti nostri figli, o fratelli, prediletti, tutti hanno contribuito, in egual misura, a proclamare che questa città, insultata volgarmente in ogni angolo d'Italia, è amatissima non solo dalla sua gente ma dal mondo intero. Peché il globo terracqueo (mi scuso con la presidentessa Meloni di aver usato un'espressione a lei cara), fatevene una ragione, ama Napoli, ama la sua spontaneità, la sua umanità, la sua cultura, la sua storia. E, grazie anche ad un manipolo di ragazzi e ad un allenatore dotato di esperienza e intelligenza, ama anche il suo calcio".
Infine ha concluso: "Mi vengono in mente i disordini di Brescia, in una città, cioè, che da sempre ha riservato insulti sanguinosi agli "sporchi" napoletani. E mi vengono in mente i disordini dell'aeroporto di Budapest, con l'arbitro inglese Taylor, minacciato insieme con la sua famiglia e costretto a rifugiarsi al sicuro, protetto dalle forze dell'ordine, accusato da una feccia romanista di aver favorito il Siviglia. E ricordo il silenzio doloroso dei tifosi azzurri, che aveva accompagnato i due osceni arbitraggi dei confronti di Champions col Milan: altra dimostrazione di civiltà di una città da sempre accusata di assurde violenze. Ma va bene così, amici miei. Da ieri siamo tutti più ricchi di una bellissima esperienza. Teniamocelo stretto e caro, questo ricordo. Per quanto mi riguarda, un grazie per avermi ragalato qualcosa che, alla mia tarda età, cominciavo a dubitare di poter rivivere. Ripeto: grazie, di tutto cuore".






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