Pastore: "Visto cosa è successo ieri al Maradona? De Laurentiis si faccia sentire"
"Raspadori avvilito ha fatto tenerezza. Là in mezzo è un corpo estraneo", ha spiegato il noto giornalista.

Rosario Pastore, giornalista, ha analizzato il momento del Napoli dopo la vittoria in Coppa Italia contro il Modena. Queste le sue parole: "Da criticato ad eroe salva-qualificazione della serata. Tale il destino di un certo Meret che, con tutti quegli abbracci dei compagni, avrà sicuramente pensato a come sia strano il mondo. Va 'bbuò, è andata bene, probabilmente un anno fa la storiella dei rigori sarebbe andata diversamente. Prendiamoci il regalino e andiamo avanti. Non senza qualche perplessità, naturalmente. No, critiche no, come fai a montare in cattedra e menar fendenti dopo appena una partita? E' vero, non c'era assolutamente da esaltarsi, vedendo gli sforzi inutili del Napoli per cercare di superare una barriera di uomini contro. Il Modena aveva ovviamente saputo delle difficoltà degli azzurri contro difese superprotette, accusate nella famigerata stagione scorsa. E Bisoli ha ordinato ai suoi di stare tutti "all'addereto", anche in 9 in area di rigore, lasciando lassù il solo Palumbo (al Nord si sarebbe chiamato Colombo, ma lui è delle nostre parti), peraltro pericolosissimo in contropiede. Già, il contropiede. Che avrebbe potuto costarci caro se prima la mira sbagliata poi l'incrocio dei pali non ci avessero salvato. E penso ai pericoli di un eccessivo sbilanciamento, già segnalati nelle amichevoli di luglio".
"L'"avanti Savoia!" può piacere ai nostalgici della monarchia, ma è deleterio se non si sono ancora perfezionati gli automatismi. Ma quelli, speriamo, verranno. E così vedremo in futuro qualcuni che entri finalmente nell'area avversaria quando il braccetto sulla destra, nella fattispecie Mazzocchi, opera la sue incursioni per poi passare la palla nel deserto assoluto. E chissà, è probabile che dalla panchina arrivi qualche imprecazione anche contro un certo Kvaratshkelia quando si intestardisce a cercare la porta in ogni occasione, invece di suggerire passaggi a qualcuno meglio piazzato. Tante cose vanno perfezionate. Ma come si fa quando, a una settimana dall'inizio, ci sono ancora tante incertezze, a cominciare da una prima punta che al momento sta solo nel grembo di Giove e nelle buone intenzioni? Per dirne un'altra, a me quel Raspadori avvilito ha fatto tenerezza. Là in mezzo - spiega Pastore - è un corpo estraneo, per di più anche molto raramente preso in considerazione dai suoi soci. Il ricordo di quel ragazzino che col Sassuolo faceva dannare le difese avversarie è vivo ma sta sbiadendo sempre di più. Non vorrei che, una volta deciso di buttarlo via come un ferro vecchio, trovasse altrove chi sa davvero sfruttare il suo talento indiscutibile. Allora sì che ci sarebbe da mordersi le mani".
"In ogni caso, tornando a noi, l'inizio non ci ha fatto piangere come un anno fa contro il Frosinone. Ora, al più presto, una bella riunione di famiglia per dirsi in faccia cosa si debba assolutamente fare. In tutti i reparti. Realizzare soldini nelle cessioni, anche se non nella quantità che il presidente vorrebbe; arrivare agli obiettivi, naturalmente senza svenarsi; rivedere anche qualche giudizio su qualcuno che è in casa ed è stato bocciato troppo affrettatamente. Sgomberare dal campo ogni perplessità, anche su presunte certezze. E mi riferisco ad un certo Anguissa che, ieri, è stata la copia conforme del centrocampista poco lucido e molto confusionario dell'anno scorso. Ma basta così. Ha ragione un mio caro amico che sta "vacanziando" al fresco, nei Paesi del Nord Europa: scendiamo in piazza a festeggiare, ci siamo qualificati. E, grazie a Meret, abbiamo spezzato le reni alla Grecia. Pardon, al Modena.
Infine ha concluso: "Un'ultima cosa, però, mi pare giusto aggiungerla. Visto l'arbitro di ieri al Maradona? De Laurentiis si facesse sentire pesantemente (possibilmente senza arrivare all'offesa gratuita) con i capataz del mondo arbitrale. Ricordandogli che siamo il Napoli e non l'ultima derelitta del calcio e che quindi non meritiamo che, all'esordio, ci venga spedito un signorino col fischietto al posto del ciuccio. Uno che voleva dimostrare chissà quali doti di direzione di gara e ne ha combinate di tutte e di più. Non ultima quell'intervento su Kvara che per me era da punire senza discussione. Il Napoli ha diritto ai migliori arbitri e non dev'essere oggetto di esperimenti. E via così".
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