Pastore: "Spalletti-Italia-De Laurentiis, sapete cosa dicevano i padri romani?"

Rosario Pastore, giornalista, ha espresso il suo punto di vista sulla vicenda che vede protagonisti Spalletti, la FIGC e De Laurentiis.
Rosario Pastore, giornalista, in passato prima firma de La Gazzetta dello Sport, ha commentato la vicenda Spalletti-Italia ed il comunicato del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis: "Ho letto la lunga dichiarazione di Aurelio De Laurentiis relativamente all'affaire Spalletti. Un vecchio detto, estremamente vero, recita: c'è sempre una prima volta. Ebbene, è capitato anche a me in questa occasione. Chi ha la bontà di leggere quanto scrivo, sa che non sono mai stato tenero col presidente del Napoli, con il quale in tantissime occasioni non mi sono trovato d'accordo nelle scelte. E' vero, questo mi capitava anche con Corrado Ferlaino. Ma con l'ingegnere c'era un rapporto diverso, facevo giornalismo attivo e non dall'esterno, da pensionato, cosìcché i nostri contrasti finivano con i clamorosi dispetti del presidente verso di me e i miei meravigliosi colleghi di redazione, con i quali decideva di non parlare, mettendoci in punizione nell'angolino".
Poi ha aggiunto: "Con DeLa, invece, si tratta di sfoghi del professionista della carta stampata che non ha ovviamente più quella carica agonistica che derivava dall'immediatezza dei rapporti. Tornando a bomba, ebbene, l'attuale padrone del Napoli ha tre milioni di ragioni per dire no ad una Federazione che gli chiede di rinunciare ai propri diritti. Chi vorrebbe una diversa decisione, scusatemi, vuole fare il riccone col portafogli degli altri. Con i 3 milioni, versati anche a rate, la società può pagare, in tutto o in parte, l'ingaggio ad un dipendente".
Poi ha aggiunto: "Perché dovrebbe rinunciarvi? Nelle considerazioni sulla "stanchezza" di Spalletti, improvvisamente sparita dopo pochissimi mesi, non voglio entarci, anche per il debito di gratitudine nei confronti di un allenatore che ha consentito alla tifoseria napoletana sparsa in tutto il mondo di tornare a gioire. L'improvvisa "rinascita" di Luciano è roba che riguarda lui e basta. Pacta sunt servanda, i patti vanno rispettati, dicevano i padri romani. Quindi il capo della Federazione, che tanto gioì quando la Juve venne risparmiata da una possibile retrocessione, definendo quel giorno come "uno dei più belli del calcio italiano", paghi. 'Ccà sta 'a pezza e 'ccà 'o sapone, egregio signore, privilegiato invitato, ai tempi belli, al desco di casa Agnelli".






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