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Pastore: "Finalmente via da Napoli, neanche in fotografia lo rivedremo: episodio gravissimo"

"Decisione irragionevole da parte sua, solo i creduloni possono credere al tradimento", ha spiegato il giornalista.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

27/05/2024 16:29 - Interviste
Pastore: Finalmente via da Napoli, neanche in fotografia lo rivedremo: episodio gravissimo

Rosario Pastore, giornalista, in passato firma autorevole de La Gazzetta dello Sport, ha commentato l'ultima partita del Napoli. Queste le sue parole: "Due o tre considerazioni, rapidissime. Perché non credo che questo Napoli, e quando dico Napoli parlo del club e della squadra, meriti che si sprechi troppo del nostro tempo. La prima considerazione, la più ovvia, è che finalmente questa stagione sciagurata è finita. Un sospiro di sollievo e una prece. Siamo riusciti a dis-onorare uno scudetto che era stato il nostro orgoglio, anche perché conquistato in maniera prepotente, assolutamente convincente e tale da destare l'ammirazione della (quasi, gli invidiosi ci sono sempre) totalità del mondo del calcio".

Poi ha aggiunto: "Considerazione numero 2. Che è, più che altro, un addio liberatorio. Finalmente il signor Calzona potrà ridedicarsi anima e corpo alla sua rappresentativa slovacca. Personalmente gli auguro che vinca gli Europei, per quanto me ne possa importare. Cosa buona e giusta è che non si faccia più vedere neanche in fotografia sulla panchina azzurra. Poche volte ho visto giocare una squadra così mediocremente; Calzona è riuscito a  fare peggio anche di Garcia e di Mazzarri. Gioco inesistente, lentezza esasperante, assoluta assenza di un filo conduttore. Ma l'ultima prodezza non è stata sportiva e, a mio parere, pur se è stata fra le più gravi. Questo signore ha ritenuto che, nell'ultima di campionato, un certo Piotr Zelinski non meritasse di andare neanche in panchina. Ha voluto, insomma, che un giocatore che, checché ne dicano i soliti denigratori, si è sempre fortemente impegnato ed è stato fra gli artefici più importanti dello scudetto, non fosse messi in grado di dare l'addio alla città che lo ha ospitato per otto anni. Una decisione, quella di Calzona, che mi è parsa del tutto irragionevole. Anche se il polacco non era nelle migliori condizioni, non vedo perché impedirgli di sedere in panchina. So benissimo che i creduloni si sono imboccata la storiella del tradimento. Vecchia, vecchissima storia di questo club, quello di puntare l'indice vendicatore, mettendo alla berlina il personaggio di turno, inventandosi di tutto. Anzi, adottando sempre la stessa scusa, quella di essersi messo d'accordo con club estranei, col nemico. Lo si è fatto con tecnici e giocatori, lo si è fatto appena pochi mesi fa con uomini che avevano conquistato l'affetto dei tifosi, come Mertens o Insigne o Koulibaly. Vecchia storia, certo: lo ricordate core 'ngrato Altafini? Ma si è ormai arrivati alla perfezione, con queste palate di fango e queso ludibrio gettati addosso ai cosiddetti "traditori".


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Inoltre ha proseguito: "Terza considerazione. E qui dimentico di essere giornalista e mi vesto da sperticato tifoso. Ebbene, voglio sperare che quei 3-4 elementi che sopravvivranno all'epurazione della banda di musica che si è esibita quest'anno davanti ai nostri occhi, riescano a rammentare, la prossima stagione, quando affronteranno il Lecce, di quanto è successo oggi. E cioè che i pugliesi, già salvi e perciò del tutto tranquilli da quel punto di vista, hanno affrontato il Napoli come se fosse la loro ultima spiaggia, come se non ci fosse un domani. La partita della vita per una quadra che non aveva più eccessive motivazioni contro un'altra che, invece, qualche speranzella europea ancora la nutriva. Chiarisco: non sto dicendo che il Lecce avrebbe dovuto arrendersi totalmente, ci mancherebbe. Ma almeno tutta quella foga, quella rabbia, quei continui falli e falletti avrebbe potuto risparmiarseli. Ripeto: sto parlando da acceso sostenitore del Napoli e quasi me ne vergogno. Ma è quello che penso".

Infine ha concluso: "Ultimissima considerazione. Riguarda Conte che, a quanto pare, sarebbe il favoritissimo, dopo che Gasperini ha fatto al Napoli l'ennesimo pernacchietto da antico juventino. Ebbene, se una volta tanto non dovesse trattarsi del solito bluff societario (il presidente è bravissimo in materia, credo che a un tavolo da poker farebbe strame dei giocatori più incalliti), sarebbe un passo veramente importante verso la ricostruzione. Il Napoli ha bisogno di qualcuno che rimetta in riga un po' tutti. Non l'uomo forte al comando, ci mancherebbe. Non amo questa figura politicamente, figuriamoci nel calcio. Ma qualcuno dotato di personalità e che riesca a far quadrare il cerchio mi pare indispensabile, nel caos che il dopo-Spalletti ha provocato. Non metto il naso in eventuali nomi da portare da queste parti, non ne sono all'altezza, non sono preparato in materia. Preferisco aspettare e vedere. Chi ama il Napoli come i tifosi azzurri lo amano, sogna solo grandi traguardi. Pronto a dimenticare ogni sia pur giustificatissima critica per tornare ad esaltarsi per una squadra che, va ribadito una volta per tutte, è l'anima della città. E' la nostra anima.


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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