Parlato: "Altro che Beukema, vi dico chi aveva chiesto Conte! Giovane non condiviso e Di Lorenzo..."

Nel corso del suo focus su YouTube, il giornalista Manuel Parlato ha analizzato i retroscena del mercato azzurro, raccontando i dietro le quinte dell'operato di Manna.
Il rendimento altalenante e la classifica deficitaria del Napoli continuano a far discutere, aprendo riflessioni anche sulle strategie di mercato condotte in passato. Secondo quanto rivelato da Manuel Parlato nel suo consueto video su YouTube, le scelte effettuate da Manna quando c'era Antonio Conte in panchina non avrebbero rispettato pienamente i desiderata iniziali del tecnico salentino
Napoli, le vere scelte di Conte sul mercato: il retroscena
Il giornalista di Canale 21 e Radio Club 91 ha sottolineato come i vari acquisti non fossero le primissime opzioni richieste dal tecnico: "Per quello che posso saperne io anche rispetto al mercato scorso, nonostante i soldi investiti, non erano questi i nomi delle prime scelte. Partendo da Sam Beukema, arrivato dal Bologna dopo essere stato pagato tantissimo, quando la prima scelta di Conte era Trevoh Chalobah del Chelsea, oggi centrale del Como di Cesc Fabregas".
Discorso analogo per il reparto offensivo e per gli esterni, dove il club avrebbe virato su alternative rispetto ai profili cerchiati in rosso in sede di progettazione: "Il Napoli trattò Darwin Nunez e Moise Kean, che aveva una clausola rescissoria con la Fiorentina, prima di andare su Lorenzo Lucca. E per quanto riguarda l'esterno, Noa Lang che era certamente una seconda scelta rispetto ad Ademola Lookman, che aveva anch'egli una clausola rescissoria con l'Atalanta, e Dan Ndoye".
Il caso De Bruyne e le operazioni non condivise con Conte
Tra i nodi affrontati da Parlato c'è anche la posizione di Kevin De Bruyne, il cui arrivo viene definito completamente slegato dalle indicazioni dell'allenatore: "Tolgo De Bruyne perché De Bruyne è un calciatore che è arrivato a Napoli senza l'assenso di Antonio Conte, senza che ci fosse il suo sì".
Il giornalista punta poi il dito su altri innesti, come quelli di Alisson Santos e di Giovane, sui quali non ci sarebbe stata alcuna condivisione tecnica: "Sono state scelte fatte direttamente dalla società, direttamente dal DS Manna, quindi lì, secondo me, non c'è stata nemmeno la condivisione da parte dell'allenatore, con tutto il rispetto, perché 20 milioni per Giovane ci sembrarono sicuramente tanti soldi, anche a fronte di un prestito da 2 milioni di euro".
Conte, la svolta su Di Lorenzo e il "mercato degli alibi"
Nel corso dell'analisi, Parlato ha ricordato un momento chiave della gestione Conte, ovvero la conferenza stampa in cui l'allenatore blindò espressamente il capitano azzurro: "Il mercato lo faccio io, decido io e Di Lorenzo e Kvaratskhelia restano a Napoli, non si muoveranno da Napoli".
Da qui la stoccata finale: "Su Di Lorenzo si dovrebbe fare una statua d'oro a ad Antonio Conte, perché è stato lui l'artefice della permanenza del capitano a Napoli. Tra l'altro, si tratta di uno di quei calciatori che hanno avuto il rinnovo di contratto; calciatori che hanno vinto tanto, ma che praticamente arriveranno a fine carriera con la maglia azzurra. Un tipo di operazione che il club, nel recente passato, non aveva mai fatto: il rinnovo di giocatori ormai ultratrentennali".









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