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Papa: "Terrone di m...? Non accettiamo le scuse di Maggi della Lazio. Ha commesso un altro errore"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Papa: Terrone di m...? Non accettiamo le scuse di Maggi della Lazio. Ha commesso un altro errore

Antonio Papa, giornalista di Canale 21 ha analizzato quando accaduto al San Paolo durante Napoli-Lazio.


Antonio Papa, giornalista di Canale 21, ha pubblicato su facebook una sua personale analisi sulla ricostruzione dei fatti accaduti al San Paolo al termine di Napoli-Lazio. Ecco quanto si legge: "Ieri sera, in occasione della gara contro il Napoli, mi sono lasciato andare ad un comportamento inopportuno e di questo me ne scuso profondamente con tutti e in particolare con il mister Rino Gattuso". Questo sobrio professorone è il bresciano Alex Maggi, il fisioterapista della Lazio che aveva dato del "Ter*one di me*da" a Gattuso a fine partita, facendo giustamente infuriare il mister. Sorvolando sull'italiano zoppicante (ma da uno che usa ancora la parola terrone come un insulto, cosa vuoi aspettarti?) c'è un errore madornale in queste sentitissime scuse così come in quelle di un altro fenomeno, Mirco Moioli, premio Nobel dell'Atalanta che aveva usato lo stesso identico insulto contro un tifoso del Napoli. Un errore che non viene sottolineato perché forse non si riesce a comprendere realmente la differenza fra "te*rone di me*da" e un insulto diverso, tipo "stupido". Provo a spiegarlo a entrambi, conscio che non mi leggeranno mai e, se pure mi leggessero, probabilmente non capirebbero". 


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E aggiunge: "Il Prof. Maggi si è scusato con Gattuso, non con i ter*oni, dimostrando di non aver capito perché Gattuso si è incazzato tanto. Se io ti chiamo imbe*ille, defi*iente, cre*ino, perfino scemo, sto insultando TE. Se io ti chiamo handi*appato, down, perfino il più dispregiativo mongo*oide, sto usando persone facenti parte di una determinata categoria per insultarti. Quindi sto insultando LORO, perché li sto equiparando a una persona che - evidentemente - in quel momento disprezzo e che voglio sminuire. Vale lo stesso ragionamento anche con gli insulti razziali/territoriali. Se io ti chiamo me*da, str*nzo, cog*ione, sto insultando TE. Se io ti chiamo ne*ro di me*da, ter*one di me*da, napoletano di me*da, e così via, sto utilizzando loro (i ne*ri, i te*roni e così via) come un insulto, lasciando trasparire il disprezzo che provo per loro, più che per te. Io sentendo quell'insulto potrei aver pensato "ma vir a stu scemo", non "ma vedi a sto bresciano di me*da". Perché non mi verrebbe mai in mente, perché parto dall'assunto che uno non sia "stupido" perché è bresciano o perché è bergamasco. Ma si parla per parlare. Non c'è da aspettarsi altro nel paese del "non sono razzista ma" e di "ho tanti amici così ma". Alla fine "è un grande professionista", diamogli uno scappellotto e torna tutto normale. Spiacente, Maggi: scuse non accettate. Comunque sono abbastanza certo che non te ne frega nulla e che dopo quella ridicola ammenda pubblica ti senti pure ripulito". 


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