Paolo Cannavaro: "Sogno di allenare il Napoli. Bisogna fare un sacrificio per Koulibaly"
L'ex difensore del Napoli ha dichiarato: "Se dovesse andare via anche Kalidou sarebbe davvero molto complicato parlare di scudetto".

L’ex capitano del Napoli, Paolo Cannavaro, è intervenuto a “Tempi Supplementari“, in onda su Vikonos Web Radio/Tv. “Il Napoli è tornato in Champions, il palcoscenico giusto per noi tifosi azzurri quindi sicuramente fa piacere sapere di disputare questa competizione, tuttavia a mio parere lo scorso campionato ha sprecato un’opportunità clamorosa, è venuto meno nel momento clou favorendo il Milan, che pur essendo meno attrezzato ha vinto con merito. Nel calcio non sempre vince il più forte, peccato, ma ora si deve guardare avanti. Il futuro? Ad oggi ci sono meno punti di riferimento, forse si può perdere qualche pezzo ancora ma fa parte del processo di ringiovanimento della squadra. Per qualcuno è finita l’avventura in azzurro, mi auguro non finisca per altri…".
"Oggi, da ex calciatore capisco tante cose che prima non mi spiegavo, i cicli si chiudono e forse per qualcuno era arrivato il momento dell’addio. Detto questo, in determinati casi i sacrifici vanno fatti a tutti i costi, soprattutto perché, ad oggi, trovare un giovane che diventi il nuovo Koulibaly è molto difficile, oltretutto nell’anno in cui ha già perso Insigne, Ghoulam e, molto probabilmente, anche Mertens. Insomma, tutta l’ossatura del Napoli è stata quasi smantellata: se dovesse andare via anche Kalidou sarebbe davvero molto complicato parlare di scudetto. Certo, io però parlo dal di fuori, pertanto un sacrificio lo farei".
"Il mio sogno da allenatore? Ovviamente è quello di allenare il Napoli, come un tempo sognavo di giocare con la maglia azzurra. Per farlo, però, devo prima diventare un grande allenatore, questo è il mio obiettivo. Sto seguendo il corso a Coverciano, a settembre ho la tesi".
"Il modulo? Nessuno, il calcio è in costante evoluzione, l’importante è essere sempre propositivi. Difesa in linea? La cazzimma, questo è ciò che conta lì dietro… La mia carriera è legata a mio fratello Fabio, non vediamo l’ora di ripartire insieme per crescere e fare grandi cose. La Polonia? Potevamo andarci, era quasi fatta, poi non se n’è fatto più nulla. Andiamo avanti", ha riferito Cannavaro.
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