Paoletti: "Napoli, la rivoluzione va fatta in società. C'è un solo allenatore da prendere"
L'ex addetto stampa del Napoli ha fornito il suo punto di vista sull'attuale situazione del club azzurro all'indomani del pareggio di Firenze.

Il Napoli non è andato oltre il pareggio sul campo della Fiorentina. Paolo Paoletti, giornalista ed ex addetto stampa del Napoli, ha così commentato tramite la propria pagina Facebook. "Il 2-2 di Firenze, teoricamente, tiene ancora aperta la porta dell'Europa di Serie C ma la Fiorentina dovrebbe perdere entrambe le gare contro Cagliari e Atalanta, cosa non impossibile, per le motivazioni delle avversarie e per dover giocare 3 volte in 7 gg. Un assurdo di questa pessima Lega di Casini di nome e di fatto! A Cagliari il 26, la finale di Conference ad Atene contro l'Olympiakos, il 2 giugno a Bergamo con l'Atalanta nel recupero per la morte di Joe Barone. Il Napoli dovrà battere il Lecce nell'ultima al San Paolo e pregare".
Poi aggiunge: "Il pari di Firenze salva il Napoli, almeno in partenza, dai fischi e la contestazione che sarebbe sicuramente esplosa violentemente già prima di cominciare, nell'ultima al San Paolo. Saluto che nessuno avrebbe immaginato così. Neanche Calzona, arrivato dopo Garcia e Mazzarri, finalmente nella condizione di poter dire verità fin qui omesse, in opposizione anche a De Laurentiis".
"Possibile che il Napoli appena scudettato fosse una catastrofe generale già dopo 24 partite? Possibile che anche al terzo allenatore, lo stesso fosse chiamato a fare cose che non gli competono? Possibile che nessuno sia stato in grado di risolvere tale situazione?"-
"Possibile. Anzi certo, perché il Napoli è solo De Laurentiis che non capisce di calcio. Perché manca una struttura che ADL non vuole. Perché manca la capacità di gestire problemi che appartengono ad un 'know how' calcistico che non si forma neanche in 20 anni. Proprio per questo la figura del prossimo allenatore, importante ma non sufficiente, dovrà essere accompagnata da altre figure nel settore tecnico: AD di grande curriculum, competenza, credibilità; DS di provata esperienza e spessore; Team manager carismatico e iconico".
Poi conclude: "Conte è l'unico cui affidare la guida tecnica con i requisiti per fronteggiare una catastrofe. Costi quel che costi. Andrà affiancato, oltre che dal suo staff, da altri professionisti in sintonia per visione, carattere, personalità. Ripeto costi quel che costi, non solo economicamente, perché che lo si ammetta o no il prossimo tecnico avrà il compito di parafulmini di tutti. A cominciare da De Laurentis".
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